Baci, abbracci, attestati di stima. Sembra passato un secolo da quando il presidente De Laurentiis, nella conferenza stampa di presentazione del ritiro a Castel di Sangro, raccontava di come Gattuso lo avesse conquistato nel corso di una cena a cui stava prendendo parte anche l'ex tecnico degli azzurri Ancelotti. L'inizio di una storia che sembra già al capolinea. Partenza sprint, la Coppa Italia, il Napoli di Gattuso. Tutto finito, o quasi. Il rinnovo sino al 2023 non è più, affatto, una mera formalità. Appoggiato su una scrivania, in attesa di essere depositato, il contratto probabilmente sarà cestinato. Il calcio e la sua imprevedibilità. Idillio infranto e tensione che si taglia a fette. “Perché dovrei dimettermi?” ha sbottato il tecnico in conferenza stampa dopo il successo in Coppa Italia contro lo Spezia. E, allora, salvo ulteriori colpi di scena, sembrano scorrere i titoli di coda. Finita qui? Tutt'altro. Tutti in discussione. De Laurentiis ha puntato il suo mirino anche sul direttore sportivo Giuntoli e sul suo staff. La cena di mercoledì scorso, in ritiro, non ha rappresentato un punto di incontro tra le parti. Anzi. Tira aria di rapporto logoro e non è da escludere che si passi da una prospettiva all'altra. Dalle basi di un progetto che sembrava all'inizio, a una rivoluzione totale. Dentro e fuori dal campo. D'improvviso il Napoli è a un bivio decisivo per il suo futuro.
Napoli, da Gattuso a Giuntoli: tira aria di rivoluzione
Idillio infranto tra il tecnico e De Laurentiis. In discussione anche l'operato del diesse
Marco Festa