Rinviati a giudizio dal gup Vincenzo Landolfi, in linea con la richiesta della Procura, i tre funzionari dell'Enel chiamati in causa dall'indagine sulla morte di Adriano Tatavitto, 38 anni, di Circello, l'operaio, dipendente della struttura tecnica di Avellino, che aveva perso la vita, folgorato, il 16 ottobre del 2015.
Si tratta di Carlo Spigarolo, (Unità produttiva Area territoriale della Campania); Vincenzo Ruotolo (Enel Distribuzione di Avellino) e Andrea Gianfagna (Enel Distribuzione di Benevento), difesi dagli avvocati Tommaso Marrazza e Angelo Nanni.
Il dramma si era consumato alla contrada Acquafredda, nei pressi della zona industriale di Ponte Valentino. Il malcapitato stava effettuando un intervento che si era reso necessario per l’interruzione di una linea di media tensione da 20mila Volt in seguito al nubifragio che nella notte tra il 14 e il 15 ottobre aveva devastato Benevento e alcuni centri della provincia. All'improvviso, mentre stava operando su un palo cabina per il ripristino della linea elettrica attraverso l’installazione di un gruppo elettrogeno provvisorio, era stato investito da una scarica che non gli aveva dato scampo.
Il Pm aveva affidato l'incarico per l'autopsia al medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, che l'aveva eseguita alla presenza di consulenti – rispettivamente, il dottore Emilio D'Oro e il professore Fernando Panarese - sia delle parti offese, sia dei cinque dirigenti e funzionari dell'Enel allora indagati. Per due posizioni era scattata poi l'archiviazione, per le altre, come detto, la richiesta di rinvio a giudizio.
Nella tarda mattinata la discussione, la sentenza nel pomeriggio: il processo partirà il 5 ottobre. Parti civili i familiari della vittima – moglie e genitori –, assistiti dagli avvocati Guido Scognamiglio e Raffaele Napolitano, e l'Anmil (associazione nazionale mutilati invalidi del lavoro) con l'avvocato Massimiliano Gabrielli.