Lasciano il carcere dopo diciannove giorni, e vanno ai domiciliari, le cinque persone di Benevento arrestate il 14 gennaio nell'inchiesta antiusura diretta dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, dal sostituto Flavia Felaco, e condotta dalla squadra mobile e dalla guardia di finanza.
E' la decisione adottata dal Riesame per Vincenzo Collarile, 62 anni, Pasqualino Parrella, 42 anni – entrambi difesi dagli avvocati Angelo Leone e Grazia Luongo -, Armando Piscopo, 45 anni, Ivano Nizza, 47 anni – sono assistiti dall'avvocato Antonio Leone - e Cosimo Parrella (avvocato Gerardo Giorgione), 46 anni, colpiti da una ordinanza di custodia cautelare del gip Gelsomina Palmieri.
Nel mirino degli inquirenti, come è noto, le 'attenzioni' che sarebbero state riservate ad un imprenditore che aveva denunciato di aver subito minacce di morte e intimidazioni, e di essere stato costretto sborsare interessi ritenuti usurari sulle somme avute in prestito. Addebiti che Piscopo, Nizza e Cosimo Parrella avevano respinto durante l'interrogatorio, nel corso del quale Collarile e Pasqualino Parrella si erano invece avvalsi della facoltà di non rispondere. Nell'inchiesta sono coinvolte altre dieci persone, per favoreggiamento.