Se è da un po' che non andate a farvi un giro nella Villa Comunale di Avellino, questo post potrà forse sorprendervi. Le ricordate quelle giostrine in legno dove avete giocato da piccoli o dove avete accompagnato fino a qualche anno fa i vostri figli? Ebbene, dimenticatele. Sono diventate un campo di battaglia, un percorso ad ostacoli e soprattutto una fonte continua di rischio per i bambini che si azzardano a giocarci. Cadono a pezzi. Sono storte, malridotte, arrugginite, irte di legnacci che spuntano in ogni dove. Per non parlare delle buche che fanno ormai parte della pavimentazione.
Uno sconcio. Un segnale del degrado complessivo nel quale versa la città. E l'incuria con la quale viene amministrata. Capiamo che non ci sono soldi. Capiamo che la disgrazia dei cantieri è in parte figlia di passate amministrazioni. Capiamo che se chiudono i negozi è anche colpa della crisi. Ma spendere poche centinaia di euro per mettere in sicurezze giostre dove dovrebbero giocare i piccoli di questa città ci sembra il minimo. Non farlo e soprattutto non averlo fatto conferma che davvero la distanza che separa chi amministra dalla vita concreta degli avellinesi è abissale.
Quelle giostre a pezzi sono uno schiaffo a questa comunità.