Ariano Irpino

Il ponte della Panoramica miete ancora un’altra vittima ad Ariano Irpino, la terza negli ultimi quattordici anni. Tragico gesto all’alba, dalla sommità del viadotto. Giovanni Bongo, commercialista, 29 anni di Villanova del Battista, persona tranquillissima, mai un ombra su di lui, si è lanciato nel vuoto da un’altezza di oltre trentacinque metri. Un volo senza scampo, dallo stesso punto in cui altri due giovani hanno deciso di farla finita, senza contare negli anni, i tentativi  di suicidio non portati a termine grazie alla mediazione delle forze dell’ordine e al tempestivo intervento di qualche passante. Aveva guardato a casa un film con tutta la sua famiglia per poi trascorrere il resto della serata insieme  ai suoi amici a ridere e scherzare guardando alcuni video. “Ci vediamo domani ragà”, queste le sue ultime parole intorno all’una di notte, ma Giovanni non è mai rientrato a casa.

 

Da qui la preoccupazione da parte dei genitori e del fratello di 17 anni. E’ stata una donna a lanciare l’allarme, dopo aver notato uno sgabello posizionato stranamente tra il guard rail e la ringhiera. Sul posto sono giunti subito carabinieri e polizia. In pochi minuti, dopo aver perlustrato la zona, insieme al titolare di un magazzino, la macabra scoperta del cadavere nel giardino, in fondo ad una siepe poco distante da due attività commerciali. La sua auto, invece, una Polo Volkswagen, ritrovata parcheggiata sulla bretella Russo Anzani. Inutile ogni tentativo di soccorso da parte dei sanitari del 118, per il ventinovenne villanovese, non c’è stato purtroppo nulla da fare. Salma trasferita in obitorio per gli accertamenti medico legali su disposizione della procura di Benevento.  Dolore a Villanova del Battista dove il giovane era molto conosciuto e stimato. Famiglia perbene e da sempre unita la sua. Nessuno sa spiegarsi in paese il motivo di tale gesto. Ma qualcosa è accaduto per spingerlo a distaccarsi così improvvisamente da tutti.  

 

Sempre sorridente e socievole, amato per la sua simpatia e capacità di trasmettere sempre allegria agli altri. Aveva tranquillamente trascorso il pomeriggio con i suoi amici più cari, prima di allontanarsi e mettere in atto la sua drammatica decisione.  Nicola Cuordoro, stimato docente arianese che ogni giorno percorre a piedi quella strada scrive in lacrime: “E' successo ancora, ancora un giovane che ci lascia, cominciano ad essere troppi. Che possa trovare quella pace che qui in terra non ha trovato. Credo che sia giunto il momento, però, in cui ci dobbiamo chiedere perché questo numero così grande. Come mai la vita non è più un valore assoluto, come mai gli appigli ad essa sono così labili, perché per qualcuno (e sono molti) non ha più senso viverla, perché si sceglie subito la soluzione drastica, perché  è finito quel senso della sua "sacralità", della sua "intoccabilità".

 

Eppure la vita è unica, un miracolo che si rinnova ogni giorno. Io non so cosa si dovrebbe fare, ma una cosa è certa, forse siamo ognuno troppo soli, troppo lasciati a noi stessi, non ci sentiamo di far parte di una comunità vera, solidale, e in questa solitudine i problemi si amplificano, perdono il loro connotato, la loro vera entità, si ingigantiscono e non c'è nessuno, nessuno che faccia vedere il problema da un'altra prospettiva e proponga soluzioni alternative, nessuno che li sgonfi un po' e così succede che ci si fissi, il granellino diventa un macigno pesante, molto pesante, troppo pesante.

 

Sarebbe ormai il caso di mettere quelle "dannate" barriere su quel ponte, anche se il problema non è che si risolva in questa maniera. In quello stesso posto già c'è la lapide di Carmine, ora aggiungeranno anche quella di Giovanni e si andrà avanti, come se niente fosse. E' un triste giorno per Ariano.” Non si contano le denunce inoltrate al comune dal 2001 alle varie amministrazioni, fino al commissario prefettizio e ai vigili del fuoco per sollecitare la recinzione di quel ponte almeno nella parte più alta. “Due mesi fa un delinquente, gettò persino un cagnolino da quella ringhiera - ci dice un operatore commerciale - si intervenga al più presto, prima che accadano nuove tragedie.”

 

Giovanni Vigoroso