Benevento

Inzaghi vs Sampdoria, una sfida antica, mille storie. Superpippo ha affrontato i blucerchiati tante volte da giocatore e contro di loro ha la media più alta di realizzazione in carriera: 10 gol in 12 partite (media 0,83). Meglio ha fatto solo contro il Bologna: 11 gol in 16 partite, ma con una media inferiore (0,68) rispetto a quella con la Doria. Gol e particolari da raccontare nell'arco di quasi dieci anni di calcio, da quella prima volta a Bergamo quando vestiva la maglia nerazzurra dell'Atalanta. Lì dove inizia il racconto.

TRIPLETTA. I primi tre gol ai blucerchiati arrivano tutti insieme in un fantastico pomeriggio di primavera, 9 marzo del 97. Inzaghi veste la maglia della Dea, quella guidata da Emiliano Mondonico che quel giorno compie 50 anni. SuperPippo è lanciatissimo verso la poltrona più alta della classifica dei cannonieri e quel pomeriggio è implacabile: ne segna tre, colpendo anche una traversa. Prima rete con una fantastica demi-volèe di destro nell'angolino di Ferron, raddoppio su calcio di rigore assegnato per un fallo di Mihajlovic, che viene anche espulso. Tra il secondo e il terzo gol c'è un siparietto particolare con Morfeo: il fantasista abruzzese si procura un rigore e va deciso sul dischetto per tirarlo. Pippo gli chiede di cederglielo per quella classifica dei cannonieri per la quale sta lottando. Ma non c'è niente da fare. Morfeo da quell'orecchio non ci sente: batte e segna. Pippo, deluso e arrabbiato, va alla ricerca del terzo gol e lo trova in contropiede, andando via come una freccia e concludendo in anticipo su Ferron. Tripletta e quota 18 toccata nella classifica dei bomber, che quell'anno stravincerà segnando la bellezza di 24 gol.

I GOL BIANCONERI. Con la maglia della Juventus addosso, Pippo affronta tante altre volte la Samp e in quattro occasioni gli fa gol. Uno all'andata e uno al ritorno nel 97/98, una doppietta nel 98/99. Altra storia da raccontare. E' il giorno di “Ognissanti” del 98, SuperPippo è affamato di gol, perchè non segna da un mese. Di fronte però c'è il suo “portafortuna”, Fabrizio Ferron, uno a cui ha segnato e segnerà caterve di gol con ogni maglia (il primo quando era a Piacenza). La cabala non si smentisce: quel pomeriggio gliene segna due e la Juve di Lippi vince 2-0. Al termine della partita c'è un po' di maretta, rifiuta le telecamere per qualche polemica che lo ha colpito. Poi accetta di parlare e dice di essere felice anche perchè quel giorno ha fatto gol anche Simone (che gioca nel Piacenza e, guarda caso, ha fatto gol al Milan firmando il pari dell'1 a 1). Poi precisa: “Non ho rivincite da prendermi con nessuno, mi dispiace che ogni volta che Inzaghi tira in porta dovrebbe segnare...”. Ai blucerchiati segna anche nella gara di ritorno il 7 marzo 99.

COL MILAN. Paradossalmente proprio con la maglia del Milan segna meno gol ai blucerchiati. Il primo lo realizza il 7 marzo del 2004. Sono due mesi e mezzo che non gioca titolare, ma quando rientra lo fa a modo suo. Dopo l'eurogol di Pirlo, arriva quello di “Alta tensione”: cross dalla sinistra di Pancaro e colpo di testa in torsione che si infila nell'angolo. Un gran gol, che viene prima di quello di Kakà che chiude la contesa sul 3-1. L'ultima rete rifilata alla Sampdoria risale al 19 ottobre 2008, campionato di sofferenze (appena 21 partite, ma comunque con 11 gol). In mezzo alla doppietta di Ronaldinho (3-0) c'è anche la sua perla: dribbling in corsa a Castellazzi e palla in rete.

(dal Roma oggi in edicola)