Lo stralcio della posizione di sette persone - difese dall'avvocato Simona Barbone-, che, pur non essendo state dichiarate irreperibili, non hanno ricevuto alcuna notifica – se ne parlerà il 6 dicembre -, e di una ottava, assistita dall'avvocato Filomena Di Mezza, per la quale gli atti sono stati trasmessi in Procura, per la mancata notifica dell'avviso di chiusura dell'inchiesta. E ancora: la discussione relativa ad altri cinque imputati – sono rappresentati dagli avvocati Ettore Marcarelli, Massimo Scetta, Fabio Russo, Alessio Iacobelli, Massimo Antonio Grillo- cui seguirà il 22 marzo la replica del Pm.
Si è conclusa così l'udienza preliminare, fissata dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, dell'inchiesta del pm Flavia Felaco e dei carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita su fatti accaduti tra il 2012 e la metà del 2013 a Benevento.
L'elenco di coloro che sono stati tirati in ballo include nove rumeni – quattro donne – residenti tra Castelvenere, San Salvatore Telesino, Faicchio, Solopaca e Santa Maria Capua Vetere. Puglianello, San Lorenzo Maggiore e ancora Castelvenere, invece, i centri nei quali abitano quattro cittadini italiani.
Nel mirino degli inquirenti sono finiti un giro di sostanze stupefacenti – cocaina, soprattutto- acquistate e poi vendute, e un'attività di prostituzione che sarebbe stata favorita e sfruttata. Clienti procacciati ed avviati al sesso a pagamento con una delle imputate ed altre due ragazze, tutte straniere, una delle quali all'epoca minore.
Un capitolo riguarda anche un'estorsione di cui sarebbe rimasto vittima un giovane, costretto a sborsare 100 euro per evitare che si concretizzasse la minaccia che avrebbe subito: se non avesse tirato fuori i soldi avrebbero raccontato ai suoi genitori dei rapporti sessuali avuti con una prostituta.