"Dopo mesi di chiusura delle scuole in Campania in concomitanza col covid, che, tuttavia, non ha prodotto analoghe conseguenze né nel resto dell’Italia né, tantomeno, negli altri paesi europei - scrive l'avvocato Gino De Pietro -, il sindaco di Benevento, giovedì 11 febbraio, ha preannunziato la chiusura di tutte le scuole da sabato a mercoledì incluso, così facendo perdere altri giorni di scuola ai ragazzi,che avrebbero piuttosto bisogno di vedere potenziata l’offerta formativa, dopo tanti mesi di dad a scartamento ridotto, come non ha mancato di sottolineare, durante le delicate consultazioni per la formazione del nuovo governo, il presidente incaricato per la formazione del prossimo esecutivo, prof. Draghi che l’ha indicata come priorità nazionale".
Secondo De Pietro, "la “motivazione” di quest’altra chiusura, secondo le dichiarazioni riportate dalla stampa, non essendo stato ancora emesso alcun formale provvedimento, sarebbe la neve. Cito il virgolettato: “E’ prevista una nevicata che interesserà anche il capoluogo cittadino, per questo motivo l’attività scolastica riprenderà giovedì prossimo, sempre se le condizioni meteo dovessero migliorare. Altrimenti saremo costretti a prolungare la chiusura…”".
Il legale fa però notareche "le previsioni meteorologiche reperibili non confermano affatto tale motivazione.Andando a ritroso: mercoledì 17 febbraio: precipitazioni assenti, velature estese fino alle 12, nuvolosità alta dalle 12-18; martedì 16, che comunque non sarebbe rilevante perché “festa di Carnevale”- come se avessimo da festeggiare il Carnevale in questa situazione – precipitazioni assenti e velature da lievi a estese; lunedì 15, precipitazioni assenti, da poco nuvoloso a nubi sparse; solo nella giornata di sabato è prevista la possibilità di lievi precipitazioni miste di pioggia e neve debole con temperatura a terra di 3°, che significa che la neve si scioglie a terra non essendo la temperatura abbastanza bassa da farla posare".
Il sindaco - aggiunge- "avrebbe dovuto disporre di cospargere di sale le strade e dare l’allerta per disporre eventualmente l’uscita di mezzi spazzaneve, non chiudere, come al solito, le scuole per quella che, molto probabilmente, sarà solo una caduta di fiocchi di neve mista a pioggia destinati a sciogliersi al contatto col terreno.In ogni caso, per lunedì e mercoledì non esiste, allo stato, il seppur minimo presupposto per ricorrere alla chiusura delle scuole, ammenocchè non dobbiamo ritenere che la causa della chiusura risieda genericamente nel “Generale Inverno” che, come bloccò l’Armata Napoleonica, così “vigliaccamente” frustra la volontà di apprendimento dei poveri ragazzi beneventani".
E ancora: "L’unica, ma, per il sullodato sindaco, trascurabile differenza è che in quel caso si parlava di 200-300 cm di neve al suolo e di temperature tra i -20° e -35° mentre in questo di qualche millimetro di acqua e neve con temperature superiore ai 2° C. Se non si può andare a scuola in tali condizioni, allora ciò vale a dire che le scuole devono restare chiuse nel periodo che va dall’inoltrato autunno fino alla fine dell’inverno. “Purtroppo” per le ansie del sindaco, il plurisecolare calendario scolastico dei paesi civili, ivi compresi paesi come la Svezia, la Norvegia e la Scozia, dice tutt’altro.Quando è troppo, è troppo!".