Il profilo basso di Inzaghi piace. Le sue parole misurate nel raccontare il cammino dei giallorossi vanno a braccetto con un lavoro concreto sul campo. In fondo, il suo Benevento lo rispecchia parecchio. Pragmatico nel fare risultato ma anche bello quando c'è bisogno di produrre gioco. “Non è una squadra che pensa solo a difendersi” è il ritornello del momento. Ma rispetto alle prime battute non è nemmeno quella compagine sprovveduta che attacca senza sosta. Qualche errore c'è ancora. A Bologna l'esempio. Ma se così non fosse, beh, per dirla proprio alla Inzaghi, non si tratterebbe di una neopromossa. Il processo di crescita è ancora in atto, ma i presupposti fanno ben sperare anche alla luce del prossimo impegno contro i capitolini.
Resterà out solo Letizia. Il terzino freme, vorrebbe tornare in campo col Napoli, e in effetti, i tempi di recupero sono quasi maturi. Lo staff medico lo aveva detto: rientrerà per fine febbraio. Il napoletano quindi sarà ancora assente per domenica, ma quasi sicuramente ci sarà Barba. Il difensore è uscito anzitempo dalla sfida di Bologna per aver rimediato una forte contusione alla gamba sinistra. Proprio ieri c'è stato un ulteriore controllo e pare che il calciatore non abbia nulla di grave. C'è ottimismo sul suo recupero. Una notizia importante ai piedi della Dormiente. Inzaghi avrà bisogno di tutte le forze a disposizione per provare a contrastare i romani. Per meditare un eventuale scaccomatto al suo collega Fonseca, fino a qualche settimana fa criticato fortemente nella capitale, ma ad oggi rivalutato nell'aver saputo dare una identità alla sua squadra.
Lo ha fatto anche Inzaghi che potrebbe raggiungere in questo rush finale l'ultimo step con i nuovi inserimenti. Viola è oramai recuperato, Schiattarella si è completamente lasciato alle spalle le problematiche del covid e Iago è sulla buona strada. La qualità c'è. Tra l'altro per la sfida coi capitolini rientreranno dalla squalifica anche Ionita e Improta, due calciatori che hanno contribuito a dare equilibrio alla squadra sannita. Inzaghi non potrà prescindere da questo dato. Ecco perché si complica la scelta dell'undici da mandare in campo. Il tempo c'è tutto per valutare chi starà meglio, ma è evidente che molto dipenderà anche dall'atteggiamento iniziale. Il tecnico di Piacenza dovrà decidere se partire col freno a mano tirato o premere il piede sull'acceleratore. Gli uomini per fare entrambe le fasi ci sono. È vero che alcuni sono usciti dal Dall'Ara piegati dai crampi ma il programma del match (fissato a domenica in notturna) consentirà il totale recupero.
Stanno crescendo anche le condizioni di Moncini e di Gaich. Inzaghi avrebbe voluto buttare nella mischia il toscano, ma i cambi forzati gli hanno impedito il suo utilizzo. Le parole del tecnico hanno dato delle indicazioni chiare anche sulle gerarchie dei cambi. Dopotutto l'argentino avrà bisogno di tempo per imparare la lingua e per inserirsi nei meccanismi della squadra. È un aspetto da tener conto. Ma ce n'è un altro non meno rilevante. La società confida molto in questo 'giovanotto' che consentirebbe a Pippo di avere una alternativa di gioco: dare più centimetri e più fisicità alla manovra offensiva.