Due rinvii a giudizio e la trasmissione degli atti al Pm, perchè proceda alla citazione diretta, relativi ad altre sette posizioni. E' quanto stabilito dal gup Maria Di Carlo per le nove persone coinvolte nell'inchiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e dei carabinieri su un immobile destinato, a Calvi, ad accogliere un centro per migranti.
Dovranno affrontare il processo, che inizierà il 20 dicembre, Laura Spina, 50 anni, e Francesco Colonna, 51 anni – entrambi assistiti dall'avvocato Gerardo Giorgione -, di Benevento, ai quali viene contestata la presunta tentata turbativa dell'asta giudiziaria presso il Tribunale, nel 2016, di un appartamento in via Cupa Santa Lucia.
Atti in Procura, invece, per Luciana Bocchini, 86 anni, Mariano Bocchini, 83 anni, di San Giorgio del Sannio, rispettivamente proprietaria dello stabile e committente dell'intervento sullo stesso, operato dalla ditta di cui è legale rappresentante Veronica La Rocca, 38 anni, di Benevento; Michele Intorcia,71 anni, di Benevento, direttore e progettista dei lavori, Nunzia Romano, 49 anni, amministratore della Luanfra, la società che gestisce la struttura, ed il responsabile della stessa, Angelo Collarile, 49 anni, di Sant'Angelo a Cupolo. Per tutti l'addebito di violazioni edilizie, prospettato per i lavori che sarebbero stati effettuati per adibire l'edificio, “in assenza del permesso a costruire, del cambio di destinazione d'uso e del relativo certificato di collaudo strutturale adeguato alle norme sismiche vigenti, del certificato di agibilità – abitabilità in riferimento alla prescelta destinazione d'uso”.
Per Guido Scala, 44 anni, di Benevento, tecnico incaricato, un presunto falso addebitata rispetto all'attestazione di agibilità e abitabilità dell'immobile. Questa mattina l'udienza, nel corso della quale l'avvocato Nazzareno Lanni, per i due Bocchini, ha depositato la concessione edilizia, la documentazione del collaudo e la concessione in sanatoria, poi la pronuncia del giudice. Oltre al già ricordato Lanni, sono impegnati nella difesa gli avvocati Guido Principe, Monica Del Grosso, Nino Lombardi, Raffaele Tibaldi e Massimiliano Cornacchione.