Nuove pronunce positive sui ricorsi presentati dagli insegnanti di religione cattolica. A darne notizia è l'avvocato Vincenzo Piscitelli che ha curato il ricorso presentato da alcuni insegnanti di religione cattolica. Il Tribunale di Benevento, sezione lavoro, nel definire nuovi giudizi, instaurati da alcuni insegnanti di religione ha stabilito che “il lavoratore (docente o ATA) che sia stato assunto per più di tre anni, con contratti di lavoro a termine, per la copertura di posti vacanti, in “organico di diritto”, che non abbia goduto delle misure di stabilizzazione, ha diritto al risarcimento per equivalente, per un ammontare compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto …”.
“Le sentenze - ha spiegato l’avvocato Piscitelli -, non convertono i contratti a tempo indeterminato ma riconoscono ai precari di religione un adeguato risarcimento per il danno oggettivo dagli stessi subito e derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative; esse confermano che anche i docenti di religione cattolica, come tutto il personale della scuola, che lavorano per anni come precari, subiscono un danno che contrasta con il principio di non discriminazione di cui alla Direttiva Europea 1999/70/CE e dunque merita un adeguato risarcimento”.
“Sono davvero soddisfatto – ha commentato il legale beneventano – in quanto dopo anni, si stanno realizzando i risultati tanto attesi e sperati: da tempo, con il mio studio, ci stiamo battendo per il riconoscimento della giusta tutela in favore di tutti coloro che hanno sopportato l’illegittimo utilizzo del contratto a tempo determinato, oltre il termine di 36 mesi. I lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto a quelli a tempo indeterminato.
Tale tutela - ha concluso l’avvocato Piscitelli -, deve essere riservata, così come riconosciuto dal Tribunale del mio foro, anche ai docenti di religione; essi non possono essere sottoposti a reiterati contratti a termine senza una vera e concreta prospettiva di stabilizzazione”.