Benevento

Mi interessano solo la salute, lo stare bene, la libertà di muovermi, non il tempo, ha detto al microfono che lo intervistava mentre era pazientemente seduto in attesa della prima dose del vaccino contro il Covid 19.  94 anni portati benissimo e nessuna emozione, ha gelato quanti da uno studio televisivo gli stavano rivolgendo i soliti auguri stereotipati (“Speriamo che lei possa fare altre cento vaccinazioni...”) per una persona della sua veneranda età.

Parole, le sue, che hanno riportato con i piedi a terra le vedove inconsolabili del vecchio governo e gli entusiasti del nuovo, che fino a quel momento avevano chiacchierato del nulla, rimasticando argomenti sminuzzati a più non posso, generando ulteriore confusione nella testa già comprensibilmente disorientata degli ascoltatori.

Lui, vestito elegantemente ed in possesso di una dignità sempre più merce rara, è il nonno ed il papà di ognuno di noi, uno degli anziani ai quali teniamo, che stiamo accompagnando a sottoporsi all'inoculazione di un vaccino che li protegga più di quanto abbiamo saputo e potuto fare. Lo facciamo preoccupandoci di preservarli il più a lungo possibile, sperando che trascorrano non in un ospedale ciò che il Padreterno gli ha concesso di vivere ancora, ma loro sono più forti di noi.

I loro sguardi radiografano le nostre paure, scannerizzano la nostra inadeguatezza rispetto ai nostri predecessori che ne hanno viste davvero di tutti colori. Che hanno sofferto la guerra e non solo, che si sono spaccati la schiena per assicurare un futuro ai propri figli, rendendo grande il nostro Paese. Anche il neo presidente del consiglio Mario Draghi ha ammesso che la sua generazione non ha creato come quelle che l'hanno preceduta: una verità sacrosanta.

Perchè, quando quel distinto pensionato approdato sugli schermi era giovane, non aveva certo la voglia di pensare ad altro che non fosse il lavoro, la difesa di ciò che aveva conquistato con enormi sacrifici. Lui fa parte di quello straordinario tesoro che la pandemia ha purtroppo distrutto, azzerando un patrimonio di conoscenze al quale avremmo voluto ancora attingere.

Quel signore dall'aria oltremodo simpatica è senz'altro fortunato: ha ancora voglia di respirare la vita, spera di riempire i suoi polmoni restando in salute. Perchè, senza avere più la possibilità di muoversi, di parlare, di continuare a godere degli affetti più cari, la vita prosegue solo sui binari dell'anagrafe. Quelli che contano gli anni trascorsi, non la loro qualità.