"Da giorni ci ritroviamo a discutere - in stile da “processo alle intenzioni” - della futura tratta ferroviaria dell’Alta Velocità, per ora presentato solo in Commissione in parlamento nel corso della nomina del commissario. Avrei molto da dire su modi, forme e motivazioni di un dibattito utilizzato - a mio avviso - soprattutto per ottenere qualche like sui social e qualche comparsata in tv. Ritengo molto più apprezzabile il profilo corretto ed istituzionale che stanno usando le amministrazioni locali che chiedono spiegazioni e motivazioni di alcune scelte (che in realtà ancora non ci sono, almeno ufficialmente) perché cercano legittimamente di porre il proprio territorio al centro di scelte infrastrutturali decisive per il rilancio della nostra provincia". Comincia così il messaggio con il quale il consigliere regionale Luca Cascone interviene nel dibattito sul tracciato dell'Alta velocità che sta animando il confronto politico in provincia di Salerno.
"Anzitutto trovo utile ricordare che al centro dell’idea progettuale abbiamo la riduzione del tempo di percorrenza tra Reggio Calabria e Roma ed il potenziamento dei servizi per il collegamento delle merci. Per far comprendere la complessità della situazione, nelle more che il progetto sia effettivamente sviluppato, ad oggi sul tavolo sono stati messi i più disparati temi da risolvere (che provo sinteticamente a riepilogare): individuazione o meno di una stazione nel territorio dell’agro; individuazione o meno di una seconda stazione nel territorio di Salerno; potenziamento o meno della tratta da Salerno a Battipaglia per restituire a quest’ultima città la centralità nel progetto alta velocità; utilizzare il tracciato che attraverso la ormai “famosa” variante di Ogliastro; utilizzare il tracciato più a monte nel vallo di Diano; la valorizzazione delle infrastrutture di collegamento per gli eventuali nuovi hub che si verranno a creare; la valorizzazione delle infrastrutture di collegamento per i territori in cui gli hub non verranno realizzati. È evidente, purtroppo, che dal tema qualcuno voglia dare libero sfogo a tanti problemi irrisolti", la presa di posizione dell'esponente politico salernitano.
Cascone poi aggiunge: "E' altrettanto evidente che io ho commesso un errore enorme: pur conoscendo la fase prematura in cui ci troviamo rispetto allo studio e alle scelte del tracciato abbia espresso - a domanda - un parere sul tracciato rappresentato motivando, a mio avviso, le valutazioni che potevamo sottostare alla scelta. Ed in questo modo mi sono ritrovato involontariamente, a discutere con polemica di un tracciato specifico come se fosse quello definitivo, catapultato in una campagna elettorale permanente. Ho sbagliato, e lo ammetto, alla luce di un passaggio che non riguarda il trasferimento formale del progetto corredato dalle idee di tracciato e/o dalle valutazioni effettuate (così detto studio costi/benefici) per definire le priorità e le scelte, avrei dovuto limitarmi a dire che non era il caso di parlarne", riconosce Cascone.
"I temi dei sindaci del Cilento, come quelli di Salerno o Baronissi, come le domande di Torquato o dei candidati in campo a Battipaglia sono tutte questioni meritevoli di attenzione e sostegno, e quando verranno presentate le scelte da parte della società RFI avremo, con tutti i soggetti che saranno coinvolti, il dovere di discuterne fino in fondo. Io nel mio piccolo, per quel poco che mi “autorizzeranno” a partecipare, continuerò a rappresentare correttamente tutte le posizioni in campo a difesa del territorio provinciale senza valutazioni preconcette, ma con il difetto inossidabile di parlare con sincerità pragmatica. Ed anche sulle polemiche di questi giorni, sull’acredine immotivata, sul tentativo di individuare nemici per intestarsi battaglie, sulla capacità di essere in ogni momento l’eroe dei due mondi(regioni) e buono per tutte le stagioni, quelle di lotta e quelle di governo, mi trovo costretto - un’altra volta - a riconoscere i miei errori perché non ho saputo fare mia la nobile arte del silenzio", conclude amaro Cascone.