E' una vicenda che all'epoca aveva fatto molto rumore, per la quale erano stati fermati padre e figlio. Entrambi compariranno dinanzi al giudice il prossimo 18 marzo, ma nel frattempo va registrata una novità: il no del Tribunale di Napoli alla proposta, avanzata dal Questore, di sottoporre alla sorveglianza speciale, per tre anni, Salvatore Giraldi, 61 anni, di Benevento, che nell'ottobre dello scorso anno era stato arrestato da polizia e carabinieri, al pari di Emilio, 38 anni, per l'episodio accaduto in piazza Risorgimento.
Difesi dagli avvocati Federico Paolucci e Gerardo Giorgione, i due sono ritenuti responsabili dello scontro che si era verificato nella notte tra il 10 e l'11 ottobre, nel quale era comparsa anche una katana, la spada giapponese, e che si era concluso con quattro giovani costretti a ricorrere alle cure dei medici. Avevano fatto altrettanto anche i Giraldi: l'allora 60enne era stato giudicato guaribile in trenta giorni, dai medici del Fatebenefratelli, per la rottura della spalla sinistra, mentre erano state meno pesanti le conseguenze per Emilio.
Al gip Vincenzo Landolfi, duarnte l'udienza di convalida, avevanoofferto la loro versione sui fatti. Il 37enne aveva raccontato che, mentre transitava in sella alla sua bici elettrica, in compagnia di un amico, dinanzi all'hotel President, una ragazza si era rivolta in malo modo nei loro confronti, invitandoli ad “andare a rompere i c...” da un'altra parte.
Loro, aveva aggiunto, si erano allontanati, ma successivamente il 37enne, dopo averla notata nelle vicinanze del Liceo classico, si era avvicinata a colei che aveva usato quell'espressione, per chiederle perchè ce l'avesse con lui. Lei gli avrebbe risposto che era una poliziotta, è a questo punto, secondo la sua ricostruzione, che sarebbe dapprima stato accerchiato e poi, mentre cercava la sua bici, che qualcuno aveva portato via, colpito da quattro-cinque giovani.
Era caduto sull'asfalto, sanguinando, ma era riuscito a chiamare telefonicamente il papà, che era subito corso in suo aiuto. Una volta sul posto, il 60enne che si era portato dietro la katana, aveva rinvenuto il figlio a terra ed aveva tentato di farlo rialzare. Anche lui era stato colpito e percosso, ecco perchè aveva reagito, ferendo, a sua volta, alcuni dei presenti – due di loro, rappresentati dall'avvocato Sergio Rando, avevano depositato una querela -. Salvatore Giraldi era rimasto ai domiciliari , mentre al figlio era stato applicato l'obbligo di dimora: misure alle quali continuano a trovarsi.