Salerno

La pandemia non ha fermato la giustizia amministrativa. Anzi. La fase di emergenza sanitaria attraversata dal Paese ha rappresentato un rodaggio importante per il sistema di processo telematico adottato già da tempo. «Abbiamo continuato a lavorare e a produrre a pieno regime», ha evidenziato il presidente della sezione del Tar di Salerno, Leonardo Pasanisi, presentando il resoconto dell'attività svolta durante il 2020. Un anno difficile nel quale, nonostante le carenze (a Salerno mancano 4 magistrati rispetto ai 14 previsti dalla pianta organica e 3 unità amministrative rispetto alle 23 previste dalla dotazione) si è riusciti ad ottenere una riduzione nel carico totale complessivo dell'arretrato pendente. In particolare in dodici mesi si è passati dai 6330 ricorsi, di cui 1796 ultra quinquennali del 2019 ai 5765 ricorsi di cui 1589 ultra quinquennali. Una riduzione di 565 ricorsi (8,93%) e 207 ultra-quinquennali (26%). Nell'anno giudiziario appena trascorso sono stati definiti 2376 ricorsi, mentre sono 1761 quelli presentati; 2320 provvedimenti hanno definito giudizi, di cui 1196 con sentenza ed i rimanenti 624 con altri provvedimenti.

Un risultato definito “straordinario” dal presidente della sezione del Tar di Salerno, Leonardo Pasanisi che ha parlato di come il Tar valuta i ricorsi sulla chiusura delle scuole in questa fase di emergenza sanitaria. « In questa materia vengono in considerazione due interessi fondamentali: l'interesse della generalità dei cittadini alla salute e il diritto all'istruzione. Come l'Amministrazione così anche il Tar deve operare un bilanciamento tra i due diritti, entrambi costituzionalmente tutelati». Un bilanciamento che il Tar attua sulla base del principio di precauzione che fonda sull'evidenza scientifica. «Per questo – ha concluso Pasanisi - il riferimento ai dati sanitari della competente Asl nell'ambito territoriale di riferimento sono fondamentali».