A una settimana dalla Conferenza d’ambito inaugurale, le rappresentanze istituzionali e
politiche stanno riflettendo su quello che dovrà essere il nuovo assetto gestionale del
ciclo integrato dei rifiuti in provincia di Avellino, l’unica a non risultare commissariata
dalla Regione Campania sulle procedure preliminari alla costituzione della autorità locale.
Il prossimo 30 gennaio ad Avellino i sindaci costituiranno formalmente l’Ato dei rifiuti in Irpinia, con la elezione del presidente e dei due vicepresidenti, restituendo al territorio i
pieni poteri ordinari, dopo oltre vent’anni di commissariamenti, emergenza e fasi transitorie.
Nel 2015 si concluderà il passaggio alle autonomie locali delle competenze nella organizzazione
del ciclo integrato, che dovrà poi essere affidato sul piano gestionale ad una o più aziende, di
cui si dovrà decidere la natura, pubblica o mista pubblico-privata. Sono molti i
nodi da sciogliere, rimasti irrisolti a causa delle due mancate costituzioni dell’Ato,
boicottate dall’ostruzionismodi alcuni Comuni, ormai superato. Per esempio, occorreràstabilire se dividere i servizi diraccolta e trasporto da quellidi smaltimento, in linea con la tradizione consolidata in Irpinia,oppure se mantenere unagestione integrata come avviene con Irpiniambiente.
Andranno elaborati gli indirizzisul piano organizzativo, strategicoe tariffario, su cui redigere il piano d’ambito, cioé la cornice di regole e obiettivi inbase ai quali poter affidare iservizi e individuare il piano industriale. Con la elezione del presidente e dei due vicepresidentisi avvierà soltanto unpercorso, che richiederà diversi mesi per essere reso compiuto, anche alla luce dellaformazione degli Sto, i sistemiterritoriali operativi, che rappresentanoi sub ambiti dell’intero Ato dei rifiuti.
Da ciascuno Sto verrà indicato un rappresentanteche siederà all’internodel Direttivo dell’Ato, conpresidente e vicepresidenti. IlDirettivo guiderà l’autoritàd’ambito, controllando il buonandamento dei servizi, portatiavanti dai soggetti affidatari.
«LA CITTÀ PRONTA AL DIALOGO». Invia Tagliamento il Pd ha volutoascoltare il sindaco di Avellino,gli assessori e il gruppo consiliare,per un primo confrontosugli indirizzi, che dovrannoessere condivisi con gli altri117 Comuni della provincia diAvellino. Convergenza su diversiaspetti innovativi sotto ilprofilo tecnologico, quindianche rispetto alla necessità digarantire omogeneità sull’interoterritorio provinciale. Avellino propende per l’affidamento dei servizi a un soggetto unico, ritenendo questasoluzione in grado di realizzare economia di scala. Il dibattitoper il Pd proseguirà nella direzione provinciale. Sarà comunquela Conferenza, espressione dell’intera plateadelle autonomie locali, a stabilirela linea.
(Cristian Masiello)