Benevento

Quando se l'è trovato di fronte, ha evidentemente avuto paura, al punto da accusare un malore che ha reso necessario l'intervento del 118. Momenti di concitazione, questa mattina, al primo piano del Tribunale, dove, tra gli altri, era in programma il processo a carico di un 23enne di Benevento, accusato di stalking e violenza sessuale ai danni della ex, una 23enne.

Tutto è accaduto prima dell'inizio dell'udienza, quando – secondo una prima ricostruzione – il giovane, che non può avvicinare la parte offesa, si è diretto verso di lei che, in compagnia del padre, si trovava sull'uscio dell'aula. Il 33enne non le ha detto alcunchè, ma il genitore della ragazza lo ha invitato ad allontanarsi in virtù del divieto al quale è sottoposto – l'avvocato Vincenzo Fiume, che difende l'imputato, ha sostenuto che il suo assistito sarebbe stato minacciato-.

"Ho chiesto - spiega l'avvocato Fiume - l'intervento del presidente, denunciando il comportamento che l'uomo ha mantenuto, non limitandosi a chiedegli di andare via, e soprattutto con riferimento alla minaccia grave profferita per due volte".

Lei, rimasta di stucco, è entrata e si è seduta, ma dopo qualche secondo, dopo essersi alzata, si è sentita male. L'avvocato Fabio Russo, che la rappresenta, si è immediatamente reso conto di ciò che le era capitato ed è corso ad aiutarla, evitando che finisse a terra. La malcapitata è stata portata all'esterno della 'Falcone e Borsellino', dove è stata poi visitata dai medici del 118. Per lei, fortunatamente, nulla di grave.

Il processo, slittato al 29 aprile, riguarda una storia che si sarebbe consumata dal gennaio del 2020, al centro di una indagine del sostituto procuratore Maria Doloresa De Gaudio e della Squadra mobile, sfociata, nello scorso settembre, nell'applicazione del divieto a carico dell'uomo..

Dopo la fine della loro relazione sentimentale, lui l'avrebbe pedinata e tormentata con messaggi anche sui social e telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, chiedendole di incontrarlo. Di fronte al suo rifiuto l'avrebbe minacciata ed offesa, addirittura avrebbe colpito con calci e pugni l'abitazione della 23enne, cercando di entrare all'interno.

Attenzione puntata, poi, su quanto si sarebbe verificato in una occasione: il 23enne avrebbe stretto le mani al collo della donna, avrebbe provato a baciarla e le avrebbe abbassato i pantaloni, costringendola a subire atti sessuali. Una situazione che aveva indotto la poverina, talmente preoccupata per la sua incolumità da uscire solo con altre persone, a denunciare i fatti.