Salerno

Sta facendo discutere la vicenda del taglio di circa 20 platani in via Generale Clark a Salerno. A denunciare per primo la vicenda il consifgliere Giampaolo Lambiase che, con alcune foto di Edoardo Colace condivise sui social,  ha commentato "La strage dei platani decennali" Come un "atto "disastroso" collegato alla lottizzazione del comparto edificatorio CR_30 (area ex Marzotto), perché il privato costruttore dovrà intervenire direttamente anche sulla viabilità pubblica."

Della vicenda "su cui ci sono troppe opacità e una evidente mala gestio" si è fatto carico anche il presidente della commissione trasparenza Antonio Cammarota, il quale in una nota afferma che la situazione "Deve essere chiarita in ogni sede, ad iniziare dalla Commissione Trasparenza, che domani inizierà l’istruttoria con l’audizione del dirigente del verde pubblico”. 

"È necessario un chiarimento nel merito, perché l'azione contrasta con l'esigenza di salvaguardare (ed incrementare) il verde pubblico, a fronte della cementificazione indiscriminata in atto sul territorio comunale." Aveva scritto Lambiase. A fargli eco Cammarota, il quale afferma che “I platani non erano malati, altrimenti lo sarebbero anche quelli adiacenti rimasti in piedi e non interessati dall’intervento. Dunque, quei platani non sarebbero stati mai abbattuti”.

A riprova, Cammarota cita l’assessore all’urbanistica, che “con una affermazione che lascia senza parole, giustifica l’abbattimento perché la delocalizzazione, guarda caso onerosisissima, sulla sola base di una relazione di parte dell’impresa privata e non della Pubblica Amministrazione”.

“Ma c’è di più”, incalza Cammarota : “non è dato comprendere se, al momento delle scelte di intervento urbanistico del Pua e quindi a interesse privato, sia stato contemperato o meno nell’interesse pubblico e quindi nella sua prevalenza l’abbattimento dei platani, evidentemente prevedibile ora per allora, proprio perché non ammalorati”.

“Non solo”, continua Cammarota, “i platani abbattuti diventeranno legna da ardere e quindi non sarà più possibile certificare l’effettivo stato di salute, sia in ordine all’abbattimento che alla mancata delocalizzazione, e quindi le eventuali responsabilità”.

“Ed allora”, conclude Cammarota, “l’amministrazione comunale, che dopo anni di alberi caduti tra la gente sbandiera a fine mandato convenzioni con ordini professionali, faccia intervenire gli agronomi e i propri tecnici per verificare il reale stato dei platani e la loro impossibilità alla delocalizzazione, e si proceda a fare chiarezza su tutto”.