Quando si è seduto dinanzi al Tribunale ed è stato invitato a leggere la formula di rito, ha spiegato di non essere in grado di farlo. Non so leggere, ha ammesso una delle persone ascoltate questa mattina nel processo a carico dei nove imputati – un decimo è nel frattempo scomparso - coinvolti nell'inchiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e della guardia di finanza su una presunta truffa in materia di indennità di disoccupazione.
Non è stato l'unico escusso tra i beneficiari delle condotte contestate: alcuni di loro, ascoltati alla presenza di un legale – tra gli altri, l'avvocato Antonella D'Andrea – perchè indagati in un procedimento connesso, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre hanno dovuto farlo altri, perchè la loro posizione è stata nel frattempo archiviata. Quello che è emerso è stato un quadro fatto di non ricordo, ma anche dell'ammissione di aver avuto contatti con un uomo che avrebbe fatto conoscere loro uno degli imputati. Non sapevamo nulla della società dalla quale eravamo stati assunti ma per la quale non abbiamo mai lavorato, hanno ripetuto, precisando, in un caso, di aver ricevuto la metà dei soldi perchè la restante parte sarebbe andata all'intermediario.
L'udienza – la prossima è in programma il 14 aprile – è stata occupata anche dalle deposizione di tre finanzieri che hanno ripercorso l'attività investigativa, rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica poco più di un anno fa, e sfociata nei rinvii a giudizio solo di coloro per i quali è stata prospettata l'accusa di associazione per delinquere (vengono contestati, a vario titolo, anche truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio). Una presunta organizzazione di cui viene ritenuto promotore e dominus Cosimo Tiso, 53 anni, di Sant'Angelo a Cupolo.
Un centinaio i beneficiari del meccanismo ricostruito dagli inquirenti, disseminati tra Benevento, Avellino, Salerno, Napoli, Caserta, Roma, Reggio Calabria, Novara, e più centri delle stesse province. Le loro posizioni sono state stralciate e spacchettate in più gruppi.
Sono impegnati nella difesa gli avvocati Ettore Marcarelli, Andrea Imperato, Antonio Leone, Federico Paolucci, Vincenzo Sguera, Massimiliano Cornacchione, Gerardo Giorgione, Mario Villani e Domenico Cristofaro.