Era accusato di usura, è stato assolto perchè il fatto non sussiste. E' la sentenza del Tribunale al termine del processo a carico di Luigi Pilla (avvocato Marcello D’Auria), 43 anni, un commercialista di Pietrelcina, che era stato chiamato in causa per fatti che si sarebbero verificati a Benevento e Pietrelcina fino al 15 dicembre del 2010. Quando, in seguito alla denuncia della titolare di un impianto di carburante, era stato sottoposto a fermo dalla guardia di finanza, che lo aveva bloccato dopo aver ritirato una somma di denaro come rata di un prestito.
Il provvedimento era stato convalidato dal gip Sergio Pezza, che aveva poi rimesso in libertà l'allora 32enne, senza adottare alcuna misura cautelare nei suoi confronti. Secondo gli inquirenti, su un prestito di 15mila euro, Pilla avrebbe chiesto un importo complessivo di 37mila euro – 22mila dei quali come interessi – alla parte offesa, che, ascoltata in aula – e lo stesso era stato fatto con il marito -, aveva spiegato di aver ricevuto una somma di denaro dal suo commercialista e di aver concordato con lui le modalità di restituzione dei soldi. Ma non era stata in grado di indicare né l’ammontare delle singole rate né il numero di quelle pagate.
L'altro capitolo riguardava un prestito di 4mila euro che sarebbe stato fatto al gestore di un ristorante, sul quale sarebbe stato applicato un interesse annuo dell'85%. Oggi la discussione e la decisione del collegio giudicante, che ha assolto l'imputato, così come chiesto dalla difesa e dal pm Stefania Bianco.