Bene: è partita la campagna di adesione ai vaccini anche per i giornalisti. Ieri il sito dell'Odg Campania registrava le prenotazioni, dopo l'ok che era arrivato nei giorni scorsi dalla Regione Campania: un buon risultato del presidente dell'Ordine, Ottavio Lucarelli, che ha interpretato benissimo, ancora una volta, il suo ruolo. Stante la bontà dell'iniziativa c'è da vedere se effettivamente i giornalisti saranno vaccinati o se si procederà per fasce d'età come pare sia orientato a fare il Governo. Nel primo caso servirà molto buon senso: sono in tanti ad avere un tesserino in tasca, in pochi a fare i giornalisti, e tra i giornalisti c'è chi vive una vita di redazione e dunque non rappresenterebbe una priorità nella campagna vaccinale e chi ogni giorno è in strada, in ospedale, negli studi medici, intervista persone, vede altre persone e sì, rappresenta una priorità. Fatti salvi naturalmente quei giornalisti che il vaccino dovrebbero averlo per età o fragilità: è lapalissiano.
Servirà buon senso: nel non utilizzare furbescamente un tesserino, cosa peraltro già accaduta in questa pandemia, nel lasciare i vaccini a chi dovrebbe averli davvero. E ancora: nel caso prevalesse la logica della categoria, sempre fatti salvi quei giornalisti che sono ogni giorno per strada e in prima linea, forse quella dei giornalisti non era la priorità assoluta. Tra dipendenti della grande distribuzione, operatori dei supermercati da un anno in primissima linea ed esposti a un rischio costante, unici a non fermarsi neppure una volta, operatori delle Poste che vivono una situazione simile e tutti quelli che ogni giorno sono a contatto con il pubblico: forse, ragionando per categorie, le priorità erano altre.