Benevento

Inzaghi chiede alla sua squadra di aver coraggio, Prandelli assicura che i suoi non avranno paura. La sfida di oggi sembra racchiusa in queste due sensazioni contrapposte, coraggio e paura. Colpa della posizione di classifica, di un futuro enigmatico e tutto da scrivere per entrambe. La richiesta di Pippo e Cesare, in fondo, ha qualcosa in comune, anche se l'interpretazione può sembrare diversa. Inzaghi è forte di una posizione che ritiene addirittura insperata, per questo spera nell'ultimo passo, quello decisivo, fatto soprattutto di coraggio. Una partita così richiede che si getti il cuore oltre l'ostacolo, che si rischi anche qualcosa, ma che sia affrontata con tutta la determinazione possibile. Prandelli dice, invece, che i suoi non hanno paura, che è il sentimento che pervade tutto l'ambiente viola per essersi infilati in un tunnel di cui non si vede l'uscita. 

Ecco la differenza tra il coraggio e la paura. E' il punto di partenza. Il Benevento ha abbracciato questa avventura con la speranza di cogliere la salvezza, la Fiorentina era partita addirittura per centrare un posto in Europa League. E allora per forza che le sensazioni interiori cambiano, che la squadra giallorossa abbia bisogno di un balzo di adrenalina e quella viola di esorcizzare le paure.

Nasce così uno scontro diretto per la salvezza. Nel profondo dell'anima. Che questa volta vale più della tecnica. La Fiorentina cambia molto rispetto alla scorsa partita, Prandelli recupero un bel po' delle sua qualità: Bonaventura, Castrovilli, Ribery. Non sa se basterà, ma ci conta, altrimenti sarà luia pagare. Inzaghi percorre strade conosciute, non vuole fare salti nel buio. L'alberto di Natale, Schiattarella e Viola in mezzo, il dubbio avanti tra Lapadula e Gaich. Una partita di attenzione, senza mai rinunciare a pungere in attacco. Pippo sa che il campionato della strega non si chiude qui, sa che il calendario non gli è nemico e che può contare su altre chances. Cesare no, guarda il calendario e trema: ha tutte le grandi al Franchi e quelle “rognose” fuori.

Eccola qui la differenza tra il coraggio e la paura.