Benevento

Non scopro certo l'acqua calda nel dire che i social sono lo specchio del degrado che attraversa il nostro Paese a tutti i livelli. Per rendersene conto basta scorrerli per qualche minuto: è il tempo sufficiente ad imbattersi in messaggi di ogni tipo. A parte i troll propagandistici zeppi di errori di ortografia, sintassi e grammatica di cui coloro che li condividono non si accorgono, e vabbè, e i post in cui ad arte vengono mescolate questioni che non c'entrano l'una con l'altra, con l'obiettivo di eccitare animi evidentemente insensibili alla fondatezza di ciò che leggono, c'è poi il capitolo dei 'guappi' e delle 'guappe'.

Fanno parte di una specialissima genia che in rete si sente autorizzata ad esibire le proprie convinzioni nel nome di una autoreferenzialità che scatena il sorriso. Di solito sono affetti da una forma di narcisismo che li spinge a proporre come verità rivelate le cose che sentono qua e là e provano a spacciare perchè diventino patrimonio anche di altri.

Spesso sono mossi da intenti para -politici, dall'ambizione di una candidatura tutta da venire, dalla speranza di essere notati e, perché no, scelti per qualche incarico. La logica sembra essere quella del bastian contrario a tutto e tutti: un atteggiamento da indossare al momento opportuno, per farsi notare. Pontificano praticamente su ogni materia, le loro frasi trasudano arroganza e scarsa, per non dire nulla, considerazione del pensiero altrui. Insomma, loro ne sanno sempre più degli altri che non capiscono una mazza, loro sono quelli che, frequentemente per partito preso, hanno sempre una soluzione.

La pandemia ha esaltato la funzione che si sono assegnati senza che qualcuno glielo abbia chiesto. Si parla dei vaccini? Eccoli pronti a sbeffeggiare quanti attendono di poter essere immunizzati, ad annunciare, essendo più intelligenti, che loro non lo faranno, che si cureranno in via preventiva perché hanno imparato che un certo farmaco serve ad evitare rischi.

Della serie: tuttologi in servzio permanente, a caccia di qualche like, di un pollice alzato verso l'alto che ne rinfranchi le speranze. Come se la scienza, che è un percorso non infallibile che si nutre continuamente di dati statistici, non esistesse. Sostituita da teorie complottistiche e dietrologiche che alimentano solo la confusione. E' scontato: ognuno può affermare ciò che vuole, ma sarebbe bello se alle parole si accompagnasse anche un pizzico, non di più, di coerenza.

Parole, parole Per intenderci: se non credo all'esistenza del Covid-19, se mi batto contro le misure adottate e se lascio intendere che dirò no alla vaccinazione, devo comportarmi di conseguenza e subire i possibili rischi. Se invece, mentre faccio lo sbruffone sui social, la mia condotta va in senso opposto, allora è solo una questione di 'guapparia': meglio, di 'guappi di cartone'. E quelli, manco a dirlo, hanno stufato abbastanza.