Inchiesta sui parcheggi ad Avellino, pochi minuti fa, in conferenza stampa, il presidente del consiglio comunale Livio Petitto ha illustrato ai giornalisti e ai cittadini presenti la sua verità. Innanzitutto, smentendo le ipotesi di reato circolate e per le quali risulterebbe indagato: «Nei mie confronti non c'è nessuna accusa di corruzione - ha detto - né sono indagato per eventuali affidamenti in gestione delle aree di parcheggio, cosiddette "chiuse" ad alcune cooperative sociali di tipo B... Nell'avviso di garanzia che mi è stato notificato risultano i seguenti reati: concorso in abuso d'ufficio commesso da altri indagati e presunta rivelazione di notizie segrete su indagini in corso...».
Dunque, chiarito l'aspetto giudiziario, Petitto ha annunciato che da ora in avanti, attraverso il suo legale, al quale ha già affidato l'incarico, si difenderà dalle calunnie nei suo confronti in tutte le sedi opportune. «Questa conferenza stampa - ha dichiarato - la dovevo alla mia famiglia che mi ha sempre appoggiato nell'impegno politico, all'istituzione che rappresento e alla divisa che mi onoro di indossare da 15 anni. La mia storia politica e personale parla per me sull'impegno di tutelare sempre e comunque il bene comune. Del resto, a questa vicenda mi riconduce solo il fatto di essere stato io, da assessore alla Mobilità, di chiedere il pagamento dei canoni arretrati alle cooperative morose e proporre alla giunta nel 2010 la revoca dell'affidamento a chi non era in regola...».
In sala, ma non seduto al tavolo, il sindaco Paolo Foti che ha ascoltato in silenzio le parole di Petitto. Dal primo cittadino, infatti, ancora nessun commento sull'inchiesta. Così come nessun altro amministratore presente (c'erano alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione) ha rilasciato dichiarazioni. D'altra parte le indagini sono ancora in una fase embrionale e gli sviluppi sono del tutto imprevedibili.
Alessandro Calabrese