Benevento

Si è concluso oggi il progetto “Oltre le mura”, nato dalla collaborazione tra l’Ufficio campano del Garante delle persone private della libertà e la Cooperativa sociale di comunità iCare e dedicato ai detenuti Sex Offender, della sezione femminile e maschile, ristretti nel reparto protetto della Casa Circondariale “Capodimonte” di Benevento. Nonostante le difficoltà che si sono presentate con la situazione epidemiologica Covid-19 l'amministrazione penitenziaria si è adoperata nel continuare le attività e donare questi momenti importanti ai detenuti.

Il progetto, iniziato il giorno 22 settembre 2020, ha visto coinvolte sei professioniste con competenze diverse, quali psicologhe, criminologhe, educatrici, giuriste e mediatrici.

Insieme ai detenuti, l’equipe ha facilitato l’attivazione di un percorso introspettivo dei ristretti, lavorando sul tempo, passato, presente e futuro attraverso attività di gruppo e colloqui individuali. Un viaggio importante all’interno del proprio Sé e dei propri vissuti, un intenso lavoro sulle emozioni, sulle credenze e sulle aspettative, al fine di favorire una rivisitazione critica delle azioni delittuose, nonchè spunti di riflessione sull’utilizzo del tempo in carcere, per arrivare progressivamente agli obiettivi futuri.

si è addentrati, senza giudizio, nei racconti personali, nelle vicende umane e processuali, offrendo punti di vista alternativi, riflettendo su se stessi, sul contesto e sul gruppo stesso. In carcere le giornate sono interminabili e tutte uguali, i giorni sembrano anni e si ha tanto tempo per riflettere sulla propria persona, ma spesso le riflessioni si riducono ad un soliloquio nella propria cella, senza poter beneficiare della condivisione dei pensieri in un gruppo e con dei professionisti che possa metterne in luce le criticità, i limiti, ma anche le potenzialità e i punti di forza. Alcuni incontri, infine, sono stati dedicati ad introdurre i concetti di riparazione, di attenzione alla vittima e alle conseguenze del reato.

Durante tutto il percorso si è ascoltato il dolore, l’impotenza e la sofferenza della condizione di privazione della libertà, ma si è anche volto lo sguardo all’esterno, ai legami recisi a causa del reato e soprattutto alla volontà di riscattarsi e avere una vita diversa all’uscita dal carcere.

“Siamo davvero entusiasti della collaborazione che abbiamo attivato con il Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello-dichiara il Presidente della cooperativa Icare Don Giuseppe Campagnuolo- e di tutto l’Ufficio coordinato da quest’ultimo e lo ringraziamo per averci offerto questa grande occasione. Lavorare con i detenuti significa contribuire ad abbattere ogni giorno di più, il muro del pregiudizio e degli stereotipi. Progettazioni come queste meritano di essere attivate più spesso ed è fondamentale che il periodo di detenzione diventi un vero percorso rieducativo e di reinserimento sociale, affinchè nessuno venga mai lasciato indietro!”