“Una vita da mediano a recuperar palloni”, canta il Liga. E lui, Francesco Marano da Castellammare di Stabia, ci si rivede nei versi del cantautore milanese a “lavorare sui polmoni… sempre lì nel mezzo”. Una vita di corsa per Francesco a cui il calcio non basta più: “A ottobre o al massimo dicembre mi laureo in Giurisprudenza alla Federico II”. Benvenuto avvocato Marano, il calcio ha bisogno di cervelli pensanti oltre che del mulinar di gambe. Si presenta con due parole essenziali, quelle che fotografano le sue caratteristiche in mezzo al campo: “Interdizione e inserimenti. Un paio di gol all’anno mi scappano”. Ha giocato quasi sempre in un centrocampo a due: “Soprattutto con Campilongo l’anno scorso, mi sono trovato bene”. Concittadino di Salvatore Di Somma, che conosce da sempre: “Ero con lui l’anno che con Braglia siamo saliti in B. Ero giovanisismo, feci poche presenze”. Sedeva in panchina nel play off di ritorno al Vigorito, quando la Juve Stabia soffiò la finale al Benevento. Poi altre esperienze, prima all’Aversa Normanna, infine a Caserta: “Devo dei ringraziamenti alla società rossoblu, sono cresciuto tanto come giocatore”. Tanto da attirare l’attenzione di club di serie B, Bari, Cesena. Il futuro è però ancora in Lega Pro, a Benevento: “Credo che questa chiamata in un club importante come quello sannita sia arrivata al punto giusto. Ho 25 anni, credo di essere nel pieno della maturazione. L’occasione che mi offre il Benevento è da cogliere al volo. Credo possa essere la stagione più importante per me”. Conosce la storia della strega, sa che s’è sempre fermata ad un passo dalla B senza mai coglierla: “E’ un po’ quello che è accaduto a noi l’anno scorso a Caserta: avremmo meritato almeno i play off, ma non ci siamo riusciti. Sono bastate un paio di partite sbagliate e tutto è svanito nel nulla”. La storia può cambiare, per entrambi: “E’ quello che vogliamo tutti. Nel calcio non è mai facile vincere, ma non bisogna mai arrendersi. Trovo un allenatore bravo, che ho incontrato tante volte in carriera, ma che non mi ha mai allenato. Lo ribadisco: per me è la stagione più importante, e sono consapevole che lo è ancora di più per la squadra giallorossa. Ci proveremo insieme, sperando di far centro”.
Franco Santo