Avellino

La Corte d'Appello di Napoli ha ordinato al sindaco di Santo Stefano del Sole, Carmine Ragano, in qualità di ufficiale di Stato Civile, di trascrivere il matrimonio tra Giuseppina La Delfa e Raphaelle Louise Anna Hoedts, entrambe docenti all'Università di Salerno, celebrato in Francia nel 2013.

Le due donne, la prima italofrancese e la seconda francese, vivono stabilmente in Italia, nel ridente comune irpino, ed hanno due figli. Giuseppina La Delfa, come è noto, è la presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno.
Secondo quanto stabilito dalla sentenza della Corte, "trattandosi di coppia omosessuale legalmente coniugata secondo la legislazione dello Stato di cittadinanza (Francia) che ammette il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non sorgono le questioni tutte interne alla legislazione italiana che difetta di una normativa che regoli l’unione di persone dello stesso sesso come coniugi,ovvero come unione sia pure regolata da forme di tutela differenziata".

In pratica la Corte ha riconosciuto appieno il matrimonio giacché è stato celebrato in Francia tra due cittadine francesi.

"Il mancato riconoscimento di un’unione registrata o di un matrimonio same-sex - si legge nella sentenza - pregiudica la libera circolazione delle persone e, dunque, il funzionamento del mercato interno. Sarebbero violati i diritti fondamentali riconosciuti ai cittadini dell’Unione e cioè quello di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri e a non subire discriminazione in base alla nazionalità".

I giudici fanno riferimento anche all'art. 21 CEDU in cui si legge che "è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali".


“Siamo soddisfatte – ha dichiarato Giuseppina La Delfa – dopo due anni di battaglia legale finalmente vediamo riconosciuto il nostro diritto, il nostro matrimonio è legittimo anche per l'Italia, ma solo perché è stato celebrato in Francia. Questo dimostra di fatto il grande vulnus che esiste ancora oggi nella legislazione italiana. Noi abbiamo vinto la nostra battaglia perché siamo cittadine francesi, ma l'obiettivo è allargare questo diritto a tutte le coppie omosessuali italiane perché possano realizzare il loro desiderio di vita familiare”.

Il caso è stato seguito dall'avvocato Alexander Schuster, componente del gruppo legali di Famiglie Arcobaleno, e dall'avv. Giuseppe di Meo del Foro di Avellino.

La battaglia di Giuseppina La Delfa e di Raphaelle continua. Il nuovo obiettivo “quello più importante” è il pieno riconoscimento della filiazione. La coppia infatti ha due bambini che vivono in Irpinia. 

“In francia i nostri bambini hanno due genitori, in Italia sono figli di una sola delle due. Abbiamo già presentato ricorso per ottenere il pieno riconoscimento della filiazione e siamo pronte a combattere ancora nelle aule del tribunale per veder riconosciuto questo diritto, che non è solo importante per noi, ma per le nostre figlie”. 

Rostri