Rifondazione Comunista di Salerno, sulla scorta del "Decreto Sostegni" a proposito del coinvolgimento anche delle farmacie comunali nella campagna vaccinale anti-Covid, chiede ai Consorzi farmaceutici "l’attivazione di questo fondamentale servizio al più presto possibile. E ciò affinché la campagna di vaccinazioni abbia un deciso incremento della sua capacità somministrativa, anche per ridurre quanto prima il numero dei morti per Covid che ancora oggi ammonta a più di 415 persone".
Per il partito "la figura del farmacista vaccinatore, infatti, è una figura già presente in molti Paesi dell’Unione Europea e rappresenta l’estrinsecazione della fondamentale funzione di prossimità della farmacia, soprattutto di quella comunale. In una situazione pandemica che ha visto prevalere, ancora una volta, gli interessi privati delle grandi multinazionali del farmaco, il riconoscimento della figura del farmacista (comunale) vaccinatore riporta, sia pure in piccolissima parte, la questione sui binari dai quali non avrebbe mai dovuta deragliare: quelli dell’interesse pubblico e del rispetto pedissequo della carta costituzionale che, giova ribadirlo ancora una volta, all’articolo 32 riconosce la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Il partito della Rifondazione Comunista di Salerno, quindi, dopo aver a più riprese e in diverse sedi, auspicato proprio l’affidamento alle farmacie comunali del compito di inoculare il vaccino anti covid-19, chiede che non venga sprecato altro tempo e che i Consorzi farmaceutici si attivino quanto prima per trasformare la lettera di questo decreto in una realtà concreta", si legge nella nota politica.
"E ciò soprattutto per contrastare con ogni mezzo possibile questa pandemia, che come per tutti i fenomeni deleteri, colpisce vieppiù i poveri, gli emarginati, i deboli. Se infatti questo acceleratore di diseguaglianza che è diventato il Covid-19 ha colpito ormai irrimediabilmente la sfera sociale, economica di tutti, il Partito della Rifondazione Comunista di Salerno auspica che, almeno dal punto di vista medico-sanitario, la figura del farmacista (comunale) vaccinatore possa contribuire a ridurre al minimo il gap tra i cittadini abbienti e quelli indigenti".