Benevento

Lo chiamano vento del cambiamento, e in un certo senso per Alessio Campagnacci sembra aver iniziato a soffiare. Le variazioni societarie in questo caso contano poco, più che altro sono quelle alla guida tecnica a fare la differenza. L'avvento di Gaetano Auteri sulla panchina giallorossa potrebbe favorire non poco l'impiego dell'esterno offensivo umbro nel posto a lui più congeniale. L'attacco a tre è stato sempre l'habitat naturale dell'ex calciatore della Reggina che si appresta a vivere la sua terza stagione nel Sannio. Per un motivo o per un altro, l'appuntamento con la consacrazione sotto porta è stato sempre rimandato. Nel suo primo campionato all'ombra della Dormiente ha sofferto noie fisiche dovute al recupero da infortuni precedenti, poi quest'anno con Brini ha agito in un ruolo diverso dal solito. Esterno alto in un 4-4-2 a trazione anteriore. "Ho accettato la sfida con grande entusiasmo e credo di essermela cavata bene. A livello personale sono soddisfatto per quanto fatto la stagione scorsa, ma il calcio è uno sport di squadra e il gruppo viene prima di tutto. Ecco perchè la sconfitta con il Como è stata difficile da superare". Nessun protagonismo, ma la voglia di fare gol è difficile da tenere a freno. "Mentirei a dire che non mi è mancato. Ho collezionato una lunga serie di assist, ma ho fatto centro poche volte. Sicuramente in qualche frangente avrei potuto fare meglio, ma ho sempre detto che quando giochi in quella posizione è difficile arrivare con una discreta lucidità in zona gol". Qualcosa cambierà inevitabilmente con l'utilizzo del nuovo sistema di gioco e con le direttive di mister Auteri. "Il 3-4-3 è diverso proprio perchè ti consente di godere della copertura dell'esterno di fascia che gioca alle tue spalle. Conosco le squadre di Auteri, il mister è molto esigente, ma penso che i suoi schemi siano adatti a giocatori con le mie caratteristiche".

 

Francesco Carluccio

 

L'intervista completa sull'app di Ottopagine nell'edizione delle ore 19