Domenico Penzo, comincia domani il rush finale della stagione. Innanzitutto, come giudica il cammino del Benevento fino a questo momento?
“Seguo con interesse il Benevento e devo dire che ho piacere nel vedere che da qualche tempo si sta togliendo diverse soddisfazioni. Battere la Juventus allo Stadium non è da tutti, ma al di là di questo aspetto alla fine è stato di vitale importanza conquistare i tre punti. Il campionato della Strega finora è stato straordinario. Si può dire lo stesso anche dello Spezia, l’altra matricola. Credo che entrambe siano la rivelazione della serie A, escludendo il Verona che ormai può definirsi una conferma. Avere due neopromosse con 29 punti non si vede facilmente neanche nelle altre leghe”.
E domani ci sarà lo scontro diretto tra Benevento e Parma. Come lo prevede?
“Sarà una partita che potrà mettere la ciliegina sulla torta per quel che riguarda il campionato del Benevento. Una vittoria gli permetterebbe di mantenere quantomeno inalterato il vantaggio sul Cagliari, o addirittura incrementarlo se i sardi non faranno risultato con il Verona. La sfida con il Parma non sarà decisiva, ma sicuramente la ritengo un ottimo viatico verso un traguardo che, facendo i dovuti scongiuri, potrà arrivare anche anticipatamente. Sotto questo aspetto i giallorossi hanno un piccolo vantaggio, perché sotto ci sono formazioni come Torino, Cagliari e lo stesso Parma che non sono abituate a lottare nelle zone basse della classifica”.
Tornando per un secondo al match con la Juve, c’è da dire che lei è un doppio ex. Che messaggio ha lanciato il Benevento vincendo a Torino?
“È stata una sorpresa enorme. Nessuno ci ha scommesso un centesimo su quel risultato. Il messaggio è che se ci credi e se non molli mai poi riesci a ottenere dei risultati impensabili. Si tratta di una lezione data soprattutto alla Juventus. La differenza, al di là dei valori in campo, la fai se ti metti al pari di quelle che sono le caratteristiche dell’avversario. Se cerchi di vincere in punta di piedi contro chiunque, poi troverai sicuramente delle difficoltà. Occorre pareggiare principalmente le doti di agonismo e determinazione della squadra che hai di fronte, poi la differenza tecnica la fa il resto. Il Benevento ha avuto più fame ed è stato premiato”.
Una stagione in giallorosso, la 1975/1976. Quella della quasi B. Una parentesi della sua carriera da ricordare.
“Ho ricordi indelebili di Benevento. Tra l’altro sono molto grato alla società perché mi ha rilanciato nel mondo del calcio dopo una brevissima parentesi negativa a Piacenza. Ancora oggi sono amareggiato per non aver vinto un campionato che era alla nostra portata. Purtroppo, i rigori si sbagliano e in quella occasione il buon Iannucci se lo fece parare contro il Messina. Da lì nacquero delle problematiche che portarono il Lecce a soffiarci la promozione”.
Cosa ne pensa del lavoro svolto dal Benevento negli ultimi anni?
“La serietà e la progettualità della società è fondamentale, considerato che sta dando continuità e sostegno economico. In altre realtà, dopo una retrocessione come quella avvenuta nel 2018, si sarebbe sfaldato tutto. La famiglia Vigorito, invece, sta dando dimostrazione di professionalità e di grande affetto nei confronti dei colori giallorossi. Gestire una società di serie A non è affatto semplice, ma i risultati sono positivi. In panchina c’è Inzaghi che sta dimostrando delle ottime qualità. Forse ha cominciato la carriera al Milan troppo presto, ma adesso si sta rilanciando alla grande”.