Dire “ i conti si fanno alla fine” è una delle tipiche espressioni mutuabili da certe interviste televisive ad allenatori di calcio in evidente crisi di punti. Un modo per superare critiche, paure, attacchi di stampa e tifoseria e pure un modo per rimandare a domani il giorno del redde rationem. Ma certe volte fare i conti alla fine è obbligatorio perché è alla fine che è possibile analizzare certi risultati e dare un senso ad un anno di lavoro.
Parliamo di un anno di scuola, degli esami di stato e dei risultati conseguiti dagli alunni; parliamo qui dell’ “ITIS G.Dorso” e dei risultati conseguiti dai 148 alunni impegnati negli esami. I numeri, crudi e puri, a volte crudeli, stavolta sorridono agli alunni, agli insegnanti, al dirigente. Vediamoli allora questi numeri: 148 alunni impegnati, nessun bocciato, solo 58 hanno preso meno di 70 e 90 hanno avuto un punteggio superiore a 70. Detto della soddisfazione per il buon andamento generale, è d’obbligo andare ad osservare da vicino alcuni altri dati: un 20% degli alunni ha ottenuto un punteggio tra 80 e 90, 9 alunni hanno raggiunto il massimo punteggio, cento, e per uno è arrivata anche la lode oltre il 100.
Numeri dolci, allora, per chi raccoglie i frutti di un quinquennio di lavoro, soddisfazione per un istituto che, diciamolo, ha cambiato pelle e si propone sempre più all’attenzione generale per come riesce ad ottimizzare le risorse convogliandole tutte verso i soli ed unici protagonisti della scuola, gli alunni!
E, in tempi di riforme e controriforme, proteste, buone e cattive scuole, chiacchiere,recriminazioni, tagli e crisi, la risposta arriva dal Guido Dorso , una risposta semplice semplice: si può fare buona scuola anche con mezzi ristretti,si può fare buona scuola anche in uno di quegli istituti che, chissà perché, qualcuno si ostina a ritenere di seconda classe, si può fare buona scuola con l’impegno, la serietà, la programmazione,con una offerta formativa coerente con le realtà ed i contesti in cui si opera, senza mai dimenticare che ai ragazzi bisogna dare prima di chiedere.
E, state certi, alla fine i conti tornano.