Benevento

Giuseppe Guarino, direttore di Canale Sassuolo, come arrivano i neroverdi al match con il Benevento? 
“Il Sassuolo è reduce dagli incontri con Roma e Inter che non sono stati affatto semplici. Quella con il Benevento è una gara alla portata dei neroverdi, con De Zerbi che cercherà in tutti i modi di portare a casa i tre punti. Il tempo degli esperimenti è finito. Dovrebbero ritornare i nazionali dopo le mancate convocazioni per precauzione in seguito al focolaio scoppiato nell’Italia, oltre al turco Muldur. Bisognerà valutare Caputo e Berardi che sono alle prese con dei problemi fisici”.  

Da dove nasce la presa di posizione da parte del Sassuolo di non convocare i nazionali?
“C’è stata qualche polemica sin da prima del match con la Roma. Considerati i legami tra le due società che hanno portato alle operazioni Defrel, Di Francesco e Pellegrini, in molti parlavano di scansuolo ogni volta che si giocava con i capitolini o con la Juventus. C’è da dire che i giovani hanno fatto molto bene, in particolar modo Traoré e Raspadori. La presa di posizione si è rivelata giusta perché dal focolaio dell’Italia spunta un positivo al giorno, basti vedere Pessina. È stata una tutela per la salute di tutti”. 

Il Benevento lotta per non retrocedere. Che ne pensi dei giallorossi?
“Si vede che c’è un progetto ragionato, a differenza di quanto successo in occasione dell’esordio in serie A. La società ha studiato tutto nei minimi particolari per non rendere la promozione fine a sé stessa. Questo Benevento è stato costruito per restare in serie A. Sta trovando delle difficoltà, ma ha più volte dimostrato di essere capace di superarle”. 

Con le dovute proporzioni relative alle tempistiche, noti delle analogie tra le due società per quanto riguarda la programmazione? 
“Il Sassuolo sta facendo un lavoro diverso soprattutto per la valorizzazione del settore giovanile. Ha costruito il Mapei Football Center, un centro sportivo all’avanguardia in Italia. È un progetto a tutto tondo. Per il resto è innegabile che nel Benevento c’è la chiara volontà di voler realizzare qualcosa di importante. Sono certo che se riuscirà a stabilizzarsi in serie A, potrà fare grandi cose. Ha tutte le carte in regola per riuscirci”. 

Si affronteranno due tecnici con ideologie di gioco completamente diverse…
“Esatto. Entrambi sono abbastanza fedeli alle proprie idee, ma Inzaghi è più propenso ad adattarsi all’avversario. De Zerbi, invece, affronta tutte le squadre allo stesso modo. Anche contro l’Inter ha fatto registrare un grande possesso palla, subendo due contropiedi fatali da parte di una compagine che di ripartenza fa male. Un aspetto, quello dei contropiedi, che potrà sfruttare anche il Benevento. Sarà molto interessante questo confronto tra due filosofie opposte”.  

Chi ti sta impressionando nel Benevento?
“Sicuramente Gaich. Da quando è arrivato sta facendo molto bene, è una rivelazione. Potrà dare molto fastidio alla difesa del Sassuolo”. 

Mancherà Traoré per il Sassuolo. Ci sono altre defezioni?
“Quella di Traoré sarà un’assenza pesante. È reduce da un ottimo momento di forma, avendo segnando sia contro la Roma che con l’Inter. Sarà assente Ayhan che è positivo al Covid. Out anche Romagna, Bourabia e Defrel. Da valutare, come detto, Caputo e Berardi”. 

Come ogni anno il Sassuolo termina con qualche mese di anticipo la propria stagione. Cosa manca per fare qualcosa in più?
“Quella del Sassuolo è una realtà con calciatori forti, ma con pochissimi tifosi. Viene vista come un posto utile per mettersi in mostra, fare il minimo indispensabile e aspettare l’offerta di un grande club. Basti vedere che da qualche anno a questa parte sono passati elementi come Pellegrini, Politano, Acerbi e Sensi che adesso giocano con squadre di alto livello. Quest’anno si è subito palesata una netta differenza tra le prime sette e il resto della classifica. Le speranze di lottare per l’Europa erano molto poche”.