Benevento

Inizialmente ne erano stati chiamati in causa sei, ma solo per tre di loro la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Tre medici del Rummo che il sostituto procuratore Iolanda Gaudino vuole che vengano processati. Deciderà il giudice dell’udienza preliminare, chiamato a pronunciarsi sull’inchiesta relativa alla morte di di Adriana Davino, 55 anni, di San Martino Sannita, insegnante di inglese alle scuole medie di San Giorgio del Sannio, deceduta il 12 novembre del 2012.  Assistiti dall’avvocato Maria Lucia Savo, erano stati i familiari, con una denuncia, ad innescare l’indagine, affidata alla Squadra mobile. Agli agenti avevano riferito che il 22 ottobre la docente si era ricoverata nel reparto di Chirurgia per un problema all’apparato gastrointestinale. Dopo essere stata sottoposta ad una serie di esami strumentali, alla donna era stata prospettata la necessità di un intervento. L’operazione era stata eseguita dopo alcuni giorni, e tutto sembrava essere andato per il meglio. La situazione sarebbe invece degenerata successivamente, quando sarebbero sorte delle complicazioni.

La 55enne avrebbe infatti cominciato ad accusare forti dolori addominali che avevano richiesto una ulteriore operazione, seguita dal trasferimento in Rianimazione, dove la paziente era rimasta fino al 12 novembre, quando il suo cuore si era fermato per sempre. All’autopsia disposta dal sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini, ed eseguita dal dottore Enzo Migliorelli e dal professore Arnaldo Capelli, avevano partecipato alcuni consulenti di parte: la dottoressa Cornelia Ferraro (per i congiunti della vittima), i professori Piero Ricci e Fernando Panarese,  per alcuni dei sei sanitari ‘avvisati’.   

Le conclusioni dei suoi specialisti, che non avevano ravvisato elementi di responsabilità a carico dei medici, avevano indotto la Procura a proporre l’archiviazione dell’inchiesta, alla quale si erano opposte le parti offese sulla scorta di valutazioni di segno opposto. Inevitabile la fissazione di una camera di consiglio al termine della quale il gip Maria Di Carlo, nel febbraio dello scorso anno, aveva disposto che l’attività investigativa proseguisse per altri sei mesi. Poi, la chiusura dell’indagine e la decisione di chiedere, oltre ad altrettante archiviazioni, il rinvio a giudizio di tre medici, difesi dagli avvocati Federico Paolucci, Antonio Frattolillo e Giusepe Toraldo.

Enzo Spiezia