Benevento

Aprite la vostra pagina facebook, o quella di twitter, o magari quella di Instagram: tra i vari (?) spunti di discussione che troverete probabilmente nessuno vi porterà a parlare di Baricco, dell'ultimo noir di Nesbo o di Cèline. Qualche scimmiottamento malriuscito di Bukowski magari, ma niente di più. Posate per un attimo lo smartphone (chiedere di spegnerlo sarebbe oltraggioso), guardate alla vostra libreria: immaginate che quel vecchio libro di Banana Yoshimoto che vi ha pure un po' “ammorbato” possa portarvi al tavolino a bere una birra o un caffè con un nuovo amico, e che possa fruttarvi anche quel romanzo di Stephen King che volevate leggere da un po'. Bene: è possibile. Già, perché dalla mente (e dalle esigenze) di quattro ragazzi è nato Switch It (www.letswitch.it).
Un sito, diventato a tutti gli effetti un social: le persone si conoscono non inviando foto, non mettendo like, non mandando richieste di amicizia, semplicemente scambiandosi libri. Un'idea che è venuta a Emanuele, studente universitario, appunto per esigenze accademiche: «E' arrivata molto semplicemente – racconta – sono uno studente universitario, iscritto a medicina: tutti sanno che in ambito accademico i testi hanno un costo importante, perciò mi è venuto in mente di metter su una piattaforma da dedicare allo scambio. Assieme agli altri ragazzi ci siamo messi al lavoro e abbiamo creato questo social, chiamandolo switch...e il bello è che è andato in una direzione quasi totalmente opposta a quella pensata inizialmente». Già, perché probabilmente scambiarsi manuali  di anatomia regge per motivazioni economiche e di risparmio è conveniente...ma non come scambiarsi romanzi che ci hanno coinvolto, ci hanno strappato emozioni, lacrime, lampade da comodino tenute accese nonostante il ricatto della sveglia.
Infatti Emanuele racconta: «Abbiamo notato che del migliaio di utenti che abbiamo attivi ora e che si scambiano libri pochissimi sono interessati ai testi universitari. Per contro è il romanzo che la fa da padrone: gli utenti fanno prevalere le loro passioni».
Ne è nato un vero e proprio social: «Sì, un social che però non è basato come gli altri su una sorta di diario che si tiene, ma appunto, sui libri».
E l'interazione è fisica, per forza di cose, con lo schermo che fa da tramite per un incontro: «Dall'inizio abbiamo deciso di non utilizzare servizi di consegna o programmi di spedizione o transazione: gli utenti che vogliono scambiarsi libri si incontrano. Incontri favoriti attraverso convenzioni con una serie di locali su tutto il territorio italiano: c'è chi fa lo sconto sui prodotti chi offre un caffè ai nostri utenti». Un'idea che, forse inaspettatamente per il momento storico, sta avendo successo: «Qualcuno si è interessato per prenderci sotto la sua ala protettiva, vedremo cosa accadrà, partecipiamo anche a dei contest per mettere in gioco il progetto Switch It, vedremo. L'obiettivo è chiaro: un unico grande social in cui la gente instaura relazioni e si rapporta grazie ai libri».
Una bella storia Switch: un libro che, almeno dalle prime pagine, sembra farsi leggere.  

Cristiano Vella