Benevento

La pista ciclopedonale “Paesaggi sanniti” di Benevento, lunga circa sette chilometri, è una delle poche opere immerse nel verde che davvero nel Sannio ha ben espresso il concetto di riutilizzo e valorizzazione di vecchie infrastrutture. Un vecchio tracciato ferroviario che da contrada Pantano – distante poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria centrale – conduce fino alla stazione di Vitulano che al di là del nome del centro dell'omonima valle, ricade nel territorio di Benevento (contrada Scafa).

Fu pensata dopo la costruzione della galleria che dall'imbocco dello snodo ferroviario di Benevento conduce direttamente sulla Benevento - Telese - Napoli - Roma. Un tracciato ben disegnato dagli ingegneri ferroviari dell'epoca che da anni, grazie ad un'opera di riqualificazione dell'amministrazione provinciale, è teatro di passeggiate, corse in bici per i più piccoli e anche durante la pandemia dell'ultimo anno ha rappresentato un vero e proprio sfogo per miglia di persone che con mascherine e distanziamento – 7 chilometri sono tanti – hanno potuto trascorrere qualche ora passeggiando immersi tra le campagne e il fiume Calore che corre a lato della pista.

Tutto bellissimo, ci mancherebbe, ma con il passare degli anni la ciclopedonale Paesaggi Sanniti rivendica sempre più interventi di manutenzione. Periodicamente gli operai incaricati dalla Provincia provvedono allo sfalcio delle erbacce, in passato anche al taglio degli arbusti e dei rovi che, nei tratti più 'selvaggi' dove una volta il treno correva al di sotto 'del piano di campagna', spesso invadono la lingua di asfalto. Uno sforzo che l'Ente mette in campo annualmente e non senza difficoltà di spesa. Ora però la 'pista' come tutti la chiamano avrebbe forse bisogno di un 'maquillage' costante e più approfondito.

Il tempo, le scorrazzate dei cinghiali (com'è normale che avvenga), qualche intervento di sfalcio effettuato forse un po' maldestramente e anche qualche incivile di turno stanno infatti rendendo giorno dopo giorno il percorso sempre più abbandonato a se stesso.

Andrebbe quindi ripristinata la cartellonistica (con citazioni letterarie incise e immerse nelle aiuole e i segnali stradali che indicano le intersezioni con strade attraversate dalle auto) fatta saltare dai 'trinciatutto' trainati dai trattori che negli anni, forse a causa dell'erba alta che ricopriva i cartelli, l'hanno urtata e fatta cadere. Le staccionate che delimitano valloni e cunette sono ormai ridotte ad un ammasso di vecchi pali marciti e crollati lungo il tracciato con chiodi in bella vista. Le panchine in pietra e marmo ricoperte dal legno che con il tempo si è praticamente disintegrato. I rami e le spine che ad 'altezza d'uomo' creano pericoli specialmente per i ciclisti visto che da anni non si provvede ad una potatura degli stessi.

Ovviamente c'è poi il problema dell'inciviltà, di chi non rinuncia a lanciare bottigliette o fazzolettini di carta lungo i prati che circondano la pista “Paesaggi Sanniti” che sempre più diventa fiore all'occhiello verde della città di Benevento ma che ora ha bisogno di attenzioni particolari e costanti.