Benevento

Quando la retorica lascia spazio alla realtà. E' un modo di dire ormai usuale: “Da qui alla fine saranno tutte finali”. Tanto usuale che questa volta sembra addirittura vero. 

Vale per il Benevento, ma vale anche per le altre contendenti della zona retrocessione. Lì davvero non si può più sbagliare e ogni partita si trasforma in una finale, senza passato e senza futuro. Semplicemente da vincere.

La strega è chiamata a giocarsi una partita da brividi domenica mattina. Lo chiamano “lunch match”, letteralmente “match di pranzo”, anche se in Inghilterra il “lunch” è lo spuntino di mezzogiorno. Amanti dei termini anglofoni, non ci abbiamo messo molto a definirlo in questa maniera. Il fatto è che a colazione o a pranzo, il Benevento dovrà cercare di guadagnare i suoi tre punti per alimentare le speranze di salvezza. E dovrà farlo con tutta la determinazione possibile, quella che i friulani non hanno visto nell'Udinese che ha affrontato mercoledì il Cagliari, soffiando sul fuoco delle polemiche e dando per scontato il divorzio a fine campionato con mister Gotti. Il fatto è che la squadra bianconera ha perso quattro delle ultime cinque partite (contro Lazio, Atalanta, Torino e Cagliari) vincendo solo il match dello Scida contro il Crotone. E alla società è parso logico mandare tutti in ritiro prima della partenza per Benevento.

Inzaghi ha ribadito che la sua squadra dovrà pensare solo a se stessa. Inutile guardare in casa d'altri, arrovellarsi il cervello su quello che potrà fare il Cagliari (per altro impegnato con la Roma in Sardegna e poi col Napoli al Maradona, prima di far visita al Benevento). L'unico pensiero dovrà essere rivolto all'Udinese con l'imperativo di cogliere i tre punti.

Il pensiero di SuperPippo sembra essere già instradato verso una riconferma dell'undici che ha affrontato il Genoa. Stavolta il modulo non sarà neanche in discussione: “Essere compatti in questo momento ci dà più garanzie e non ci preclude neanche di creare occasioni”. La frase pronunciata nell'immediato post partita col Genoa la dice lunga sull'assetto che sarà scelto anche contro l'Udinese. Quell'essere compatti si riferisce alla difesa a tre che sarà riconfermata. Certo, non ci sarà Tuia, ma rientrerà Caldirola, che in tema di efficacia non può essere considerato una “diminutio” nel confronti del compagno. L'unico problema arriva dall'avere nei tre centrali due mancini, ma anche contro il Genoa nel secondo tempo tutti se la sono cavata bene. Contro i friulani Inzaghi riavrà anche Letizia e Caprari, ma nessuno dei due dovrebbe entrare nell'undici iniziale. Verranno utili, semmai, nel corso della gara. 

Nel 3-5-2 sarà essenziale anche la scelta del centrocampo. Viola in questo momento non si discute al centro dell'azione, vanno scelti con attenzione gli altri due che dovrebbero essere ancora Ionita e Hetemaj, ma senza escludere a priori la fisicità di Brian Dabo. Anche sui "quinti" la scelta non è infinita: Depaoli e Improta, ma anche Letizia se avrà superato senza problemi l'affaticamento dei giorni scorsi. In avanti la coppia Lapadula-Gaich piace a Inzaghi, difficilmente la separerà.