Che Benevento ci sia tra le circa 350 pagine del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza è un'ottima notizia. Lo è che ci sia sul fronte infrastrutture: con l'ammodernamento, la velocizzazione e altri investimenti per la linea ferroviaria Benevento – Cancello, per portarla in linea con gli standard della rete nazionale, con l'ammodernamento della stazione di Benevento dal punto di vista strutturale e anche energetico. E naturalmente c'è dentro la Napoli – Bari, Alta Velocità, forse la più importante tra le opere per il territorio.
Un'ottima notizia, uno spunto per guardare al futuro del Sannio con maggior ottimismo, che è tanta roba in un momento terribile. Attenzione però: quei treni, benedetti, non sono l'unico sbocco per il Sannio, non sono l'unico “contatto” tra il Sannio e il Recovery Fund.
Sarebbe sbagliato pensarlo, e sarebbe irresponsabile: tra le pieghe delle 350 pagine del documento si parla di giovani, si parla di digitale, si parla di svolta green, temi altrettanto importanti. E sarà importante che gli attori del territorio: Comuni, Provincia, Confindustria, sindacati, associazioni, giochino la partita del Sannio, dei suoi giovani che vanno via, e non quella dei piccoli interessi di bottega, non quella delle beghe e dei rimpiattini politici.
Si prenda ad esempio Città del Vino e quanto fatto (e non fatto, soprattutto) nell'arco di quella manifestazione e nella sua fase preparatoria come simbolo di tutto ciò che non va fatto in tema di programmazione. E' la partita più importante per il Sannio quella che si gioca attorno a quei treni: perderla sarebbe un errore imperdonabile.