“Elena e Giovanni sono anche figli nostri, sono stati generati nel battesimo, sono stati accompagnati nei primi passi della fede cristiana, poi cosa sia accaduto appartiene solo al Signore. Noi non possiamo giudicare ma solo interrogarci se abbiamo fatto bene la nostra parte». Sono le parole di don Luciano Gubitosa, parroco della chiesa di San Ciro durante la messa a sette giorni dalla morte di Aldo Gioia, il 53enne di Avellino morto assassinato nella sua abitazione di corso Vittorio Emanuele. Don Luciano ha ricordato l’uomo ma ha ha voluto soprattutto denunciare l’odio che si è generato intorno ai due fidanzati che ora si trovano in carcere con l’accusa di omicidio premeditato.
«Il perdono non è soltanto una parola, ma è un processo» - afferma padre Luciano durante la sua omelia - . E poi contro il linciaggio dei social: «Chi ha scritto, "devono buttare la chiave per entrambi” non dovrebbe più entrare in chiesa». Parole forti quelle del parroco che conosceva personalmente sia Aldo Gioia che l’intera famiglia. Oggi pomeriggio la chiesa era gremita, ai primi banchi la moglie Liana e la figlia Emilia.