Benevento

Il classico segreto di Pulcinella, quello che tutti conoscono ma che nessuna svela mai. Applicando questa massima al mondo del calcio dilettantistico si scopre che ce n'è uno vecchio come il mondo ma che si tende a tenere nascosto. Un po' per timore, un po' per vergogna, un po' anche a giusta ragione. Il segreto in questione è legato alla figura dell'allenatore. Una premessa è fondamentale. Non è un malcostume solo campano, è italiano, quindi nessuno si senta toccato o accusato. E' solo la spiegazione di un fenomeno che sta dilagando in questa estate, sta diventando una moda, un po' come quando si definisce il colore che va di moda per i costumi in spiaggia. Ogni anno cambia. Questa moda, invece, mai, ma ogni tanto esplode con tutta la sua potenza.

Senza giri di parole, si parla degli allenatori con la valigetta. Sempre più manager che tecnici, insomma al diavolo il 4-4-2, il 4-3-3, il fantasista o il mediano davanti alla difesa, adesso quello che conta è saper trattare con gli sponsor. Avere l'amico importante è fondamentale per sedere su una panchina. Qualità fino a un certo punto, capire di pallone conta relativamente, almeno in questa fase storica di questo sport. Fondamentale, e questo va detto per non puntare il dito senza cognizione di causa, è capire che la crisi ha colpito il calcio in maniera esagerata. E vale allo stesso modo, il discorso che molto spesso sono le società che, in barba a progetti, chiedono agli allenatori di portare uno sponsor che possa contribuire con i costi di gestione. Prendere per la gola una figura importante che possa essere autosufficiente e non gravi sulle casse, sempre più vuote, delle società di calcio. Un concorso di colpa in questo senso, ma anche un triste quadro di una situazione che sta diventando abitudinaria e pure un po' antipatica.

E' una storia figlia dei tempi, tenuta come la polvere sotto il tappeto. Nessun dito puntato, nessun giudizio affrettato, chi ama il calcio e vuole allenare può anche pensare a una situazione del genere, così come chi vuole mantenere il calcio nei propri centri ha bisogno di avere una mano dal punto di vista economico. Questo sport vive di flussi economici, dipende sempre di più dal “dio denaro” e quindi è anche comprensibile per certi versi.

In barba a chi ha studiato tanto per perseguire una passione e non ha la capacità di legarsi, per questo tipo di tecnici bisognerà sempre dimostrare qualcosina in più per strappare un nuovo “contratto”, una nuova opportunità.

Abbiamo aperto una finestra, si è alzata la polvere. Ora si può chiudere e ci si può affrettare a prendere la scopa e rimettere tutto sotto il tappeto. Ritorna tutto nella normalità. Viva il calcio dilettantistico.

Fabio Tarallo