“Sono stato ricoverato – scrive il 46enne - nel mese di aprile 2021 nel reparto di Medicina d’Urgenza-Sub Intensiva-Covid. Con queste poche righe volevo rivolgere un profondo ringraziamento a tutti i dottori del reparto ed in particolare al dottore Tozzi - che già conoscevo e che ho avuto modo di apprezzare ancora di più in questo periodo di degenza - agli infermieri e agli operatori socio sanitari per l’impegno, la competenza, la preparazione professionale, ma soprattutto per l’umanità dimostrata con tutti i pazienti che hanno condiviso con me questo periodo di ospedalizzazione, un momento durante il quale ci si sente totalmente inermi. L’impatto psicologico è stato tremendo”.
Dopo essere arrivato in ospedale il paziente è stato sottoposto ad una Tac ed altri esami che hanno evidenziato un’insufficienza respiratoria causata dalla polmonite interstiziale tipica purtroppo del Covid.
“In ospedale ho trovato uno scenario di guerra, che purtroppo per tutti gli operatori sanitari dura da più di un anno. Descrivere cosa si prova non è facile, un groviglio di sensazioni si sono avvicendate. Nella prima fase ho avuto molta paura, avevo febbre alta, facevo fatica a respirare, avevo forti dolori al petto e alla schiena, mi sentivo molto stanco e affaticato. Temevo di non riuscire a superare questo momento.
Dopo alcuni giorni di terapia con il casco e successivamente con alti flussi di ossigeno il mio corpo ha iniziato a reagire. Vedere sostanziali miglioramenti ha riacceso in me la speranza di poter riabbracciare presto mia moglie e le mie figlie.
Poi un accorato appello: “Vorrei con questa lettera sensibilizzare tutti, in particolare i più giovani, ad essere sempre vigili, in quanto il virus può colpire gravemente e in maniera rapida indistintamente dall’età. A voi medici, infermieri e Oss, che ogni giorno combattete una guerra contro un nemico invisibile, mettendo in pericolo la vostra incolumità e quella dei vostri familiari, che con il vostro impegno riuscite a donare la speranza di poter guarire e tornare a casa da i propri familiari, a voi tutti dico: Grazie, grazie, grazie di cuore”.