La chiesa avellinese ha commemorato stasera al Polo Giovani don Ferdinando Renzulli, nel decennale della sua scomparsa.
Una messa officiata dal vescovo Arturo Aiello che ha ricordato l'opera di don Renzulli e il suo impegno per la Caritas diocesana avellinese.
“Una figura protagonista e artefice di tanti eventi e tante opere umanitarie che hanno lasciato tracce indelebili nel percorso della nostra Chiesa".
Uomo che ha saputo intercettare i segnali delle tensioni sociali, interpretandoli nel segno di quella post-modernità tanto cara a Papa Wojtila. Aveva fatto della speranza e della carità i punti cardine della sua missione, da qui la definizione di “sacerdote amico dei poveri”.
Così come aveva investito tantissime energie nella scommessa, ampiamente vinta, del Teatro d'Europa a Cesinali. Fu tra i primi a credere nel potere della cultura per dare un futuro alle giovani generazioni.
Per anni direttore della Caritas, ha passato il testimone a Carlo Mele e Don Vitaliano Della Sala che oggi ne ricordano lo straordinario patrimonio spirituale che don Ferdinando ha lasciato alla chiesa e alla società irpina.