«Il nostro pensiero sugli immigrati lo conosciamo bene... ma ci siamo mai chiesti cosa pensano loro di noi?». Così padre Antonio Guarino, per quindici anni missionario in Africa, tra Zambia, Malawi, Uganda e Kenya. E con gli immigrati continua a lavorare, a Castelvolturno, dove gli italiani sono la metà degli africani. Realtà difficili, in un momento altrettanto difficile dove spesso “africanità” e “italianità” si contrappongono... e si contrappongono e basta, senza dialogare, senza comprendersi, uno scontro che genera problemi.
Ci sono gli slogan, ci sono le immagini e le storie raccontate, barconi, naufragi, miti e credenze... e c'è la realtà, che ovviamente è molto complessa e ha molte sfaccettature. Una realtà che padre Antonio ha visto da vicino: «Da bianco nell'Africa nera, già: ti vedono come un dono di Dio, ma devi condividere la fortuna che ti attribuiscono, altrimenti serve a poco». Serve a poco anche gridare all'invasione, secondo padre Guarino, se quella invasione non la si guarda al microscopio, non la si approfondisce: «E' una questione molto più complicata di quello che sembra: pochi di quelli che partono hanno intenzione di venire in Italia, è un posto di passaggio e molti arrivi sono frutto del caso»
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Cristiano Vella