Il presidente Vigorito ha parlato anche ai microfoni di Offside, ecco le sue parole:
"Non ho parlato di sospetti, non faccio accuse quando non ho le prove. La designazione di Mazzoleni è stata inopportuna per i precedenti di questo signore. Tutte le volte che arbitra una squadra del meridione si rende protagonista di episodi dubbiosi. Ho concluso dicendo che per il Var si potrebbe evitare la designazione di un arbitro che una settimana fa ha sbagliato nell'annullare un gol al Napoli sbagliando. Mazzoleni è una vergogna del calcio italiano, se se lo tengono a Bergamo fanno bene. L'intensità del fallo la decide l'arbitro e non il Var. A Napoli, la pressione di Osimhen è stata considerata così intensa da annullare il gol. Questa volta è stato leggero. Ho chiesto se il Var sia stato dotato anche di dinamometro per misurare i falli. Non bisogna accettare che le regole debbano essere interpretate dall'uomo, altrimenti togliamo il Var. Almeno sai che si tratta di un errore umano e alla fine puoi parlare di malafede".
"Questo non è il calcio che pratico io. Fino a quando continueremo a pensare che fanno parte del calcio, allora questo sport non cambierà mai. Oggi non c'era né buonafede, né onestà e né competizione sportiva. Non voglio avere nulla di ciò che non merito e non voglio che mi levano ciò che merito. Le colpe di oggi sono di Mazzoleni, di Doveri e della comunicazione che a fronte di questi scandali continuano a parlare di Superleghe, senza fare trasmissioni per mettere fine a queste cose. Se Mazzoleni è sfortunato posso anche accettarlo, ma non posso accettare che un designatore coinvolga lo stesso uomo in una gara del Cagliari. Per me è inaccettabile. Questa è una denuncia per la quale mi assumo tutte le responsabilità. Fare qualcosa non serve a nulla. Il presidente di questa squadra non vuole andare in B, faremo di tutto per evitarla. Altrimenti ci andremo, ma non a calci nel sedere come stanno facendo perché siamo abituati a darli e non a riceverli".
"Abbiamo imparato a prendere il calice sia quando c'è il vino che quando c'è l'aceto. Ho sottolineato a chi di dovere che siamo tornati in B con una città che ha accettato il verdetto. Oggi la responsabilità di questa protesta civile non è del Benevento Calcio. Siamo responsabili del rendimento degli ultimi mesi, ma non per il risultato di questa partita. Saremo responsabili e colpevoli delle prossime tre partite che saranno giocate con il coltello tra i denti".
"Credo che nessuno possa ricordare una mia protesta o una denuncia così evidente in quindici anni di presidenza. Il mondo del calcio non è questo o perlomeno non desidero questo. Sogno ragazzi dal viso pulito, gente competente e leggi giuste che facciano del calcio quel sogno a cui si attaccano i bambini. Il calcio fatto di altre cose non mi appartiene".
"Non accettiamo che qualcuno in alto o in basso decida se siamo o meno degni dei presidenti delle squadre che hanno gli scudetti sul petto. Nessuno deve avere il diritto o la pretesa di poterci dettare i comportamenti. Se gli altri hanno voglia di misurarsi sul piano finanziaro e gestionale, mettessero fuori una legge diversa. Dessero una distribuzione delle risorse in maniera proporzionale. A quel punto vedremo chi ha più coglioni per fare calcio. Solo il fatto che il nostro Benevento in un anno intero si sia conquistato il palcoscenico è la dimostrazione che siamo il Benevento, io Oreste Vigorito".
"Questa squadra avrebbe fatto meglio a non piangere. Ha fatto degli errori come tutti gli essere umani. Questa partita è anche merito della loro capacità di recuperare il gruppo. Se da quelle lacrime avrà ciò che penso io, vuol dire che avrà una vista più chiara anche contro l'Atalanta. Se continuiamo a fare i benpensanti, allora sarà inutile andare a Bergamo. Credo che da oggi sarò un ospite poco gradito per la Lega. I calciatori devono fare qualcosa per coloro che ci hanno accolto oggi. Il tempo delle parole è finito. Devono mettere il cuore, poi alla fine faremo i conti".
Duro sfogo ai microfoni di Sky da parte di Oreste Vigorito. Il massimo dirigente giallorosso si è scagliato contro Mazzoleni, questo pomeriggio addetto al Var del match tra Benevento e Cagliari, reo di aver portato Doveri ad annullare il rigore assegnato per il fallo commesso da Asamoah su Viola:
"Gli episodi sono evidenti per tutta l'Italia, tranne per Mazzoleni. In quindici anni non ho mai parlato degli arbitri. Mi sono arrivati dei messaggi da Napoli, quando si vuole affossare una squadra del sud si chiama Mazzoleni. Se non sanno guardare la televisione, allora possono anche toglierla. Il Var è diventato l'alibi delle loro cazzate. Ci rimettiamo per le loro cazzate dopo un anno di sacrifici e se Mazzoleni, con il culo sulla sedia, non sa vedere una televisione allora deve uscire dal calcio. Se non escono persone del genere da questo mondo, allora usciranno persone come me. Doveri ha detto a Viola che il tocco era leggero, a me onestamente sembra essere lo stesso di Osimhen della scorsa giornata. Mi hanno scritto che quando si vuole ammazzare il Sud, allora si designa Mazzoleni. Mi assumo le responsabilità di ciò che dico. E' una vergogna. Mi mandassero dove vogliono, tanto non è detto che rimango nel calcio. Senza dubbio siamo colpevoli di aver sciupato dieci punti di vantaggio, ma non siamo colpevoli della gente che sta davanti al Var e interpreta in maniera diversa ogni domenica. Le piccole si aspettavano maggiore equità con il Var, ma non è stato così. Questo non è uno sfogo, ma una denuncia. Chi si sente offeso mi querelasse".