Avellino

Era in gioco la sua onorabilità oltre che la sua libertà personale. Entrambe sono state salvaguardate grazie alla sentenza di assoluzione con formula piena emessa dal Tribunale di Avellino, che lo ha prosciolto per non aver commesso il fatto.
F. B., quarantenne imprenditore irpino molto noto e stimato in città, era finito al centro di una spiacevole vicenda giudiziaria che lo vedeva accusato del grave reato di calunnia. 
I fatti risalgono al 2010 quando al giovane imprenditore veniva contestata la falsa denuncia di smarrimento di un assegno che in realtà era stato dallo stesso consegnato ad una sua dipendente, L.C., a titolo di liquidazione per la fine del rapporto lavorativo.
Amara quindi la sorpresa della lavoratrice che, recatasi in Banca per riscuotere il titolo, si vedeva negato il pagamento in ragione appunto della denuncia di smarrimento fatta dall'ex datore di lavoro. 
La lavoratrice sporgeva quindi, a sua volta, denuncia contro l'imprenditore che veniva rinviato a giudizio con la grave accusa di calunnia, reato punito con una pena sino a sei anni di carcere.
Secondo infatti l'assunto accusatorio, F.B., al fine di impedire l'incasso dell'assegno da parte della sua ex dipendente, ne aveva denunciato falsamente lo smarrimento incolpando quindi di furto e/o di riccettazione proprio la beneficiaria del titolo, ossia appunto la sua ex dipendente.
Delicata, pertanto, la situazione processuale del giovane imprenditore il quale, difeso dall'avvocato Rolando Iorio, è riuscito a dimostrare la sua totale buona fede al momento della denuncia di smarrimento del titolo. 
In particolare l'avvocato Rolando Iorio, al termine di una serrata e concitata arringa difensiva, nel corso della quale venivano depositati documenti comprovanti la totale infondatezza dell'accusa, tra cui un nuovo assegno consegnato alla ex dipendente di importo raddoppiato, si è visto accogliere dal Tribunale di Avellino tutte le proprie istanze difensive, prima fra tutte quella relativa alla assoluzione del suo assistito.