Da ieri è ufficialmente un calciatore del Cagliari: è appena sciovolato il via il primo giorno da ex biancoverde per Fabio Pisacane. Il difensore si è legato con un contratto biennale al club sardo, ritrovando l'ex tecnico dell'Avellino, Massimo Rastelli, che lo ha fortemente voluto di nuovo alla sua corte, tanto da stimolare la società del presidente Giulini a superare la concorrenza del Chievo Verona. È andata così in porto un'operazione da 150 mila euro più 100 mila euro circa di stipendi arretrati a cui il giocatore partenopeo ha rinunciato.
Pisacane ha diffuso, in serata, una lunga serie di riflessioni sul suo addio attraverso il suo account di Facebook: «Non dimenticherò mai il mio primo goal in serie B con un ospite d’eccezione per la prima volta al Partenio, mio figlio Andrea, la partita allo Juventus Stadium, la sciarpata che più volte avete fatto. Ho vissuto 2 anni intensi, mai ci si aspettava quando sono arrivato che si poteva fare quello che siamo riusciti a fare, mi sono trovato benissimo dal primo giorno, sono stato trattato alla grande, ho costruito amicizie nuove in campo e fuori, ho scoperto un popolo genuino, sano, che ancora riesce a vivere il calcio con passione, una tifoseria che si è distinta per come ha seguito sempre la propria squadra del cuore, diciamo che per quello che hanno dimostrato era giusto vincerle tutte ma nel calcio c’è anche l’avversario…»
Poi il ventinovenne puntualizza spiegando che quella di andare via «era la scelta più giusta da fare per il bene di tutti. Dalla società forse ho avuto la possibilità di rilanciarmi dato che mi hanno preso che venivo da 7 mesi di inattività, ma penso che li abbia ripagati alla stragrande fortunatamente, in campo, fuori dal campo, ed economicamente rinunciando a tanti soldi che mi ero sudato sul campo senza mai risparmiarmi. La società sapeva da tempo che avevo bisogno di cambiare aria, poi la chiamata che non ti aspetti, il Cagliari, forse ti rendi conto, come hai sempre creduto che tutto torna, che in fondo era quello che ti meritavi, un’occasione del genere merita di essere vissuta».
Marco Festa