Attendono ormai da oltre un decennio una nuova casa. O meglio: la casa, la prima, per molti di loro, dopo anni passati all'interno di una ex scuola riadattata ad abitazione multi familiare. Questa mattina a Benevento una nuova protesta per le assegnazioni dei 51 alloggi di edilizia residenziale pubblica in via di ultimazione nel quartiere Capodimonte a Benevento.
Una nuova protesta “per chiedere tempi certi per la consegna delle abitazioni” andata in scena dianzi alla sede dell'ex Istituto autonomo case popolari di via Mommsen, al rione Liberta. Al fianco delle famiglie anche gli attivisti del sindacato Asia Usb e Pasquale Basile del movimento politico CivicA.
Manifestazione, composta come sempre, per dare voce, si spera all'ultima richiesta dell'annosa vicenda della vertenza casa. Richiesta che il sindacato degli inquilini aveva già avanzato lo scorso mese di marzo: “I nuovi alloggi popolari di Capodimonte hanno già subito i primi atti vandalici – avevano fatto sapere dall’Asia Usb -. Tutto ciò purtroppo non ci stupisce, dato che i tempi di assegnazione si sono stranamente allungati pur essendo completati i lavori già da un pezzo”.
A preoccupare oltre che ai tempi per la consegna e agli atti vandalici, anche la possibilità che le abitazioni vengano occupate abusivamente. Fenomeno, questo, che negli ultimi mesi è tornato purtroppo prepotente in alcuni rioni di Benevento. Contro tutto questo “bisogna fare presto” ha commentato Cosimo Maio, esponente Asia Usb che poi rimarca: “Le famiglie in graduatoria hanno ora il diritto di sapere tempi certi per la consegna degli alloggi. Chiediamo un incontro urgente con i responsabili del procedimento. Dopo tanti anni di protesta è arrivato il momento che queste persone, che hanno vissuto per anni in una vecchia scuola, abbiano un tetto sulla testa”.
Una vicenda che interessa oltre cento famiglie: “le famiglie che si trovano nelle prime 50 posizioni avranno diritto alla nuova casa. A queste si aggiungeranno poi le persone che hanno usufruito dell'aggiunta del 25 per cento e si tratta proprio – ha concluso Maio – di quelle famiglie che ancora abitano all'interno delle scuole.