Avellino

Livelli di mercurio, metalli e diossina sopra la media. Dati allarmanti che rivelano, dopo uno studio accurato e sviluppato negli anni, allarmanti criticità ambientali tra Valle dell'Irno e Valle del Sabato. E' il risultato dello studio Spes, presentato in Regione Campania, che offre una nuova mappa su livelli di inquinamento impattanti sulla salute umana.

E dunque non c’è solo la Terra dei fuochi, ma anche il territorio a cavallo delle province di Napoli e Caserta devastato dai roghi tossici, ma anche le valli dell’Irno e del Sabato nella mappa dell’inquinamento campano presentata in Regione.

Le valli dei veleni

Tra i residenti nella Valle dell'Irno, compresa tra le province di Salerno e Avellino, i livelli medi di mercurio appaiono superiori alla media dell'intera popolazione esaminata. Nella Valle del Sabato, in provincia di Avellino, le criticità riguardano principalmente valori sopra norma di metalli e diossina. Sono questi i risultati  del protocollo Spes, studio di biomonitoraggio condotto dall'istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. L'indagine era tesa ad esaminare lo stato di contaminazione di suolo, aria e acqua in alcuni territori della Campania.

Lo studio partito nel 2016

Lo studio, partito nel 2016, ha interessato un campione di 30mila cittadini volontari, arruolando, tra questi, 4.200 residenti in 175 Comuni delle province di Napoli, Caserta, Avellino e Salerno, raggruppati in tre differenti aree di impatto e 21 differenti cluster. I soggetti arruolati per lo studio sono stati sottoposti a visite mediche approfondite, con indagini biologiche che hanno riguardato sangue, urine e feci, per valutare la concentrazione di contaminanti. Sulla base dei risultati ottenuti si evidenziano situazioni di particolare rilievo ed entità soprattutto nelle aree di Avellino Est, nella Valle del Sabato, nella Valle dell'Irno e in alcuni comuni del confine Napoli Nord/Caserta.

"Un lavoro immenso"

"È un lavoro immenso - ha spiegato il presidente della Regione Vincenzo De Luca - validato dall'Istituto superiore di sanità per individuare in tutto il territorio quali sono i fattori più inquinanti. Abbiamo fatto un'operazione verità, dimostrando ad esempio che sulla base dei biomarcatori ci sono tassi di inquinamento più elevati nelle valli del Sabato e dell'Irno e non nei Comuni della cosiddetta Terra dei Fuochi". "Ribadiamo - ha aggiunto il governatore - che siamo impegnati a contrastare ed eliminare le cause dell'inquinamento. Questo lavoro si unirà con la realizzazione di strutture di prevenzione sui territori. Dovremo realizzare case di comunità ogni 40mila abitanti, saranno i luoghi dove sviluppare, più che in passato, lo screening oncologico, per prevenire i fenomeni oncologici. Abbiamo oggi la possibilità dimettere in piedi un sistema di medicina preventiva in grado di tutelare al maglio la salute dei concittadini. È un'opera unica, un lavoro che nessun altro ha fatto in Italia". I dati dello studio sono pubblici e disponibili sul sito http://spes.campaniatrasparente.it/

I dati, le tabelle

L’intero territorio regionale - e non solo la cosiddetta area della Terra dei fuochi - e' stato passato al setaccio e si e' cercato di verificare l'eventuale relazione tra malattie oncologiche (come ad esempio il cancro alla vescica e al polmone) e fattori inquinanti dell'aria e dell'acqua.

Lo stupore, le nuove aree

"Siamo rimasti sorpresi quando abbiamo verificato che il valore del mercurio e' cinque volte superiore al valore medio della popolazione restante in alcune aree della valle dell'Irno - ha ribadito il direttore dell' 'istituto zooprofilattico per il Mezzogiorno, Antonio Limone - o verificato valori di diossina o metalli pesanti in alcune aree della valle del Sabato o abbiamo valori superiori per diossina in alcuni Comuni della provincia di Caserta, che avevamo gia' attenzionato".

“Abbiamo oggi la possibilità di mettere in piedi un sistema di medicina preventiva in grado di tutelare al meglio la salute dei concittadini. E' un'opera unica, non l'ha fatta nessun altro in Italia".