Avellino

Il primario del dipartimento di oncologia dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, Cesare Gridelli, riceverà uno dei più importanti riconoscimenti scientifici: la B. J. Kennedy Award and Lecture for Scientific Excellence in Geriatric Oncology assegnata alle personalità che si siano distinte a livello mondiale nella ricerca, diagnosi e cura dei tumori negli anziani.

Quello che l’Asco (American Society of Clinical Oncology) tributa a Cesare Gridelli è «il meritato riconoscimento per il suo eccezionale lavoro e la sua dedizione nella cura e nella ricerca scientifica con l’intento di migliorare la vita di chi, in età avanzata, si ritrova a dover affrontare una diagnosi di cancro ai polmoni» si legge nelle motivazioni.

Il direttore dell’Oncologia medica dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino è il terzo italiano nella storia e ricevere il premio.

Si tratta di un prestigioso riconoscimento che attesta il contributo decisivo nella ricerca, diagnosi e trattamento dei tumori negli anziani. Cesare Gridelli dedica la sua lettura alla gestione del tumore del polmone non a piccole cellule avanzato nel paziente anziano. Il valore della produzione scientifica del prof. Gridelli è testimoniato da un parametro molto elevato, che si basa sul numero di pubblicazioni e di citazioni ricevute (H-index pari a 69).

Il convegno

Durante il convegno si sta facendo il punto sui risultati di ricerca e sperimentazione a livello mondiale sul tempo. Secondo gli studi nei pazienti colpiti dalla forma più comune di tumore del polmone, quella non a piccole cellule, l’immunoterapia associata a cicli limitati di chemioterapia, cioè due invece dei 'classici' quattro, riduce del 28% il rischio di morte e del 33% il rischio di progressione della malattia. Non solo, il 38% dei pazienti che hanno ricevuto la duplice terapia immuno-oncologica, costituita da nivolumab più ipilimumab, in associazione con 2 cicli di chemioterapia, era vivo a due anni rispetto al 26% di quelli trattati con la sola chemioterapia. Questi i dati principali dello studio di fase 3 CheckMate -9la, presentato al Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (Asco), in corso fino all’8 giugno in forma virtuale.

Le diagnosi e le nuove cure

“Nel 2020 in Italia sono state stimate quasi 41.000 nuove diagnosi di tumore del polmone - afferma Cesare Gridelli, direttore dipartimento di Onco-ematologia dell’Azienda ospedaliera ‘Moscati’ di Avellino -. È una neoplasia particolarmente difficile da trattare, perché circa il 70% dei casi è scoperto in fase avanzata. E la sopravvivenza a 5 anni per le persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico non supera il 6%. Da qui l’importanza di nuove opzioni terapeutiche.

Nuove opzioni terapeutiche

Da qui l'importanza di nuove opzioni terapeutiche. Lo studio CheckMate -9LA ha coinvolto piu' di 700 pazienti ed ha un disegno innovativo. Innanzitutto la combinazione di due molecole immuno-oncologiche, nivolumab e ipilimumab, consente di ottenere un meccanismo d'azione completo e sinergico, perche' diretto verso due diversi checkpoint. L'ulteriore vantaggio di questo schema terapeutico e' rappresentato dall'utilizzo di cicli limitati di chemioterapia, che permette di ridurre gli effetti collaterali". Si tratta, sottolinea l'esperto, di un "grande beneficio per i pazienti, anche da un punto di vista psicologico, perche' la chemioterapia fa ancora paura. Il paziente, in meno di un mese, termina la chemioterapia e prosegue il trattamento con l'immunoterapia".