Ancora nessuna richiesta di rinvio a giudizio per le 22 persone indagate dalla Dda di Napoli nell’inchiesta Aste Ok del clan Partenio. Questa mattina davanti ak gup del tribunale di Napoli, Carlo Bardani, vi è stato un primo passaggio con la costituzione delle parti. Il comune di Avellino, ricordiamo, ancora non si è costituito parte civile, ma è soltanto un problema di notifiche. Inoltre, nell’udienza di oggi sono state avanzate da parte degli avvocati Alessandro Diddi, Elisabetta Cucciniello (per l’indagato Sabino Morano) e Carlo Taormina (per l’imprenditore Gianluca Formisano) richieste di interrogatorio. La prossima udienza è stata fissata per il 14 luglio, nell'aula bunker di Poggioreale, quando si terranno parte delle discussione della difesa e con molta probabilità la decisione del giudice se avviare il processo o meno.
Davanti al giudice per le udienze preliminari sono comparsi Livia Forte, il fratello Modestino, il suo socio in affari Armando Aprile. E poi ancora i fratelli Pasquale e Nicola Galdieri, Beniamino Pagano, l’ex consigliere della Lega Damiano Genovese e Carlo Dello Russo.
C’erano anche Gianluca Formisano, Antonio Barone, Emanuele Barbati, Antonio Ciccone, Annarita De Vito, Manlio Di Benedetto, Antonio Flammia, Maria Luigia Gasparro, Raffaele Giaccio, Mario Gisolfi, Ermelinda Becchimanzi, Mario Guerra e Giuseppe Di Costanzo, oltre a Sabino Morano, quest’ultimo indagato solo per voto di scambio politico mafioso per le amministrative del capoluogo del 2018, quando era candidato sindaco per il centrodestra. I reati contestati a vario sono associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti, estorsione, voto scambio politico mafioso, falsità materiale in atti di ufficio, truffa. Tutto ruota intorno agli affari legati alle aste giudiziarie al comune di Avellino.