Benevento

(fra.san.) La chiamano già “lapa-mania”. In Perù, ancora di più dopo la doppietta che il “bambino delle Ande” ha rifilato al Paraguay, hanno eletto Gianluca Lapadula a “divinità prestato al calcio”. Stravedono per lui, gli inviano messaggi d'amore (qualche volta esagerando come nel caso della famosa modella e attrice peruviana, Angie Jibaja, che gli lasciò un misterioso commento sotto un suo post di Instagram: “Ciao, ti ho lasciato un messaggio privato e forse potrebbe interessarti”, che suscitò la reazione piccata dei tifosi), lo incitano a portare il Perù alla vittoria. Un idolo nel vero senso della parola, una popolarità che neanche lui si sarebbe mai aspettato. L'ultima trovata è un pupazzetto della Lego che è fatto a sua immagine e somiglianza. “Se Lapadula fosse un giocattolo Lego sarebbe così”, hanno scritto su un post. Ovvio che già i suoi follower chiedano dove possano trovarlo in commercio e quanto costi... (anche se per ora non sembra che il pupazzetto, ceato da Bumaya studio, sia in vendità). Ormai qualsiasi cosa faccia, il Paese delle Ande è sempre con lui. Basterebbe riportare il commento di Magaly Medina, la conduttrice della trasmissione “Magaly TV, la Firme”, che all'arrivo di Gianluca in Perù lo classificò come “persona molto elegante e umile”, aggiungendo che si vedeva che vestisse “italiano”. 

Ora insieme al Lego da collezionare c'è anche una canzone in suo onore. Una popolarità che rischia di andare oltre i confini dello stato americano e che potrebbe essere una grande opportunità anche per il Benevento. Che si ritrova nelle condizioni di poter scegliere: tenere un fenomeno mediatico in casa (se lo contendono marchi famosi di abbigliamento, di alimentazione e di tante altre categorie commerciali) o cedere Gianluca al migliore offerente. Considerato che sembrano già essersi fatte avanti il Leicester in Inghilterra (lo aveva trattato anche dopo l'exploit di qualche anno fa a Pescara), l'America di Citta del Messico e il Monaco in Francia. Per la Strega un momento per riflettere, ma con la consapevolezza che tanta popolarità forse è meglio farla fruttare.